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Archivio Settembre 2004

la strada giusta

29
set 2004
by Sammy

Sono libere!!!

La strada che ha portato alla liberazione delle due Simona dicono tutti sia stata quella giusta.

Il dialogo,la collaborazione usate per risolvere questa situazione dovrebbero servire da esempio per risolverne altre ben più gravi.

NESSUNA DEMOCRAZIA PUO' ESSERE IMPOSTA CON LA FORZA

NESSUNA PACE E' OTTENIBILE CON LA GUERRA

CESSATE IL FUOCO E RITIRATE LE TRUPPE   

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due margherite

28
set 2004
by Sammy

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

per Simona e per Simona -------------DIFFONDI!!!

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Gli americani sono sulle sue tracce....

Bin Laden è vivo...
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L'Aja, 15:51
Terrorismo, presidente pakistano Musharraf: Bin Laden è vivo

Osama Bin Laden è vivo. Ne è convinto il presidente del Pakistan Pervez Musharraf. Parlando con i giornalisti nel corso della sua visita in Olanda, Musharraf ha spiegato che le testimonianze ed i riscontri tecnologici raccolti dai servizi segreti del suo paese fanno ritenere che sia ancora vivo".

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l'ASSE DEL MALE

24
set 2004
by Sammy

George Bush, il presidente del colpo di stato, ha designato tre paesi, poveri e non collegati tra loro, "asse del male", riflettendo una grande sensibilità moralista alla distinzione tra bene e male. Gli sono state rivolte forti critiche per questo linguaggio deciso finanche sulla stampa istituzionale, ma nessuno è arrivato a suggerire che, cosa comune in questo mondo post-orwelliano, un tale linguaggio possa attagliarsi meglio al suo autore e ai suoi associati.

Un forte asse del male esiste all'interno agli Stati, piattaforma di appoggio del regime di Bush, e comprende l'industria petrolifera, il complesso industriale militare, altre multinazionali e la destra cristiana, che hanno dato tutti un forte contributo al trionfo elettorale di Bush e ciascuno dei quali gode di un alto livello di rappresentanza nell'amministrazione, da parte di persone come, a parte Bush, Cheney, Rumsfeld, O'Neill ed Ashcroft.Questo reale asse del male sta usando l'11 settembre e la "guerra al terrorismo" per portare a termine il suo programma interno ed estero su una scala impressionante, e finora senza grossi impedimenti qui o fuori.Ciò che è degno di considerazione nel loro programma è che va violentemente contro tutto ciò che è necessario per la pace, per la democrazia globale, l'equità e la giustizia economica, la difesa dell'ambiente e la stabilità globale. Rappresenta le decisioni di una elite super-potente all'interno del paese, determinata a consolidare il suo vantaggio politico ed economico in breve tempo, qualunque sia il costo per la società globale.Stanno accelerando tutte le peggiori tendenze alla militarizzazione ed alla globalizzazione che hanno portato una crescente violenza, maggiore disparità nei redditi e la forte protesta contro il WTO, la Banca Mondiale e l'IMF.Consideriamo quanto segue:

1. Nuova corsa agli armamenti.

Anche prima dell'11 settembre il governo di Bush faceva pressioni per un maggiore stanziamento alla difesa e per quella gigantesca ed inutile minaccia di attacco militare che è la Difesa Missilistica Nazionale.

Con l'11 settembre ed il crollo dei democratici, si stanno mettendo molti miliardi di dollari a disposizione di qualunque cosa voglia il complesso militare, e dato il loro comportamento più violento e le minacce verso l'esterno, altri paesi dovranno seguire la stessa strada. Ciò sottrae enormi risorse alla società civile e esacerberà il conflitto a causa dei tagli e delle difficoltà dei cittadini comuni. La stessa cosa varrà su scala mondiale.

Così, la forbice dei redditi causata dalla globalizzazione neoliberale si allargherà a causa del dirottamento delle risorse a favore degli armamenti. Come osserva Jim Lobes, "qualunque speranza esistente alla fine degli anni 90 di una nuova era di cooperazione globale per combattere la povertà, le malattier e le minacce all'ambiente sembrano essere evaporate" (Dawn [Pakistan], 23 gennaio 2002).

La completa irrazionalità ed irresponsabilità di questa ondata di finanziamenti per gli armamenti hanno il loro doppio nel fatto che praticamente non hanno nulla a che fare con la minaccia di Bin Laden e delle sue forze. Armi progettate per contrastare i carri armati sovietici continuano ad essere prodotte accanto a nuovi aerei sofisticati e ad un sistema di difesa missilistica che difficilmente si rivolgono contro Bin Laden; piuttosto rappresentano sprechi completi di risorse pubbliche ed una spinta all'egemonia globale completa e "a pieno raggio".

2. La nuova violenza.

L'asse di Washington ha scoperto che la guerra e l'avvolgersi nella bandiera sono proprio ciò che era necessario per distogliere il pubblico dalle questioni concrete e deliziarlo con il gioco della guerra, lasciandolo schierare al suo fianco mentre sconfigge un altro piccolo avversario, e forse altri a seguire.

Come il grande economista politico Thorstein Veblen scrisse con ironia quasi un secolo fa:" gli appelli sensazionalistici all'orgoglio patriottico e l'animosità prodotta dalle vittorie e dalle sconfitte... [aiutano] a dirigere l'interesse popolare verso altre questioni, più nobili, istituzionalmente meno pericolose della distribuzione diseguale della ricchezza o dei beni di piacere. Le preoccupazioni guerresche o patriottiche fortificano le virtù barbariche della subordinazione e dell'autorità superiore... Questa è la promessa di una strenua politica nazionale" (Teoria dell'impresa economica, 1904).

Il team di Bush minaccia di attaccare chiunque "ospiti terroristi" o miri a costruire "armi di distruzione di massa" senza il nostro consenso. Israele è chiaramente esentato da questa regola ed ha ricevuto carta bianca per schiacciare la società civile palestinese.

Bush ed i suoi aiutanti decideranno chi sono i terroristi, chi li alberga, e chi può costruire armi. È facilmente prevedibile che chiunque resista al processo della globalizzazione neoliberale e cerchi di percorrere una direzione di sviluppo indipendente sarà giudicato violatore dei diritti umani, amico di terroristi o una minaccia in qualche altro senso alla "sicurezza nazionale" USA, con conseguenze tremende.

Poiché il processo di globalizzazione in corso accresce la disuguaglianza e la povertà, le proteste e le rivolte continueranno a svilupparsi. La risposta degli USA è chiaramente articolata attraverso la "guerra al terrorismo" e nella simultanea spinta per il "libero scambio" e per i tagli alla spesa sociale sia interna che esterna.

L'asse di Washington sta perseguendo anche una "guerra ai poveri" che confluirà facilmente nella "guerra al terrorismo", poiché i poveri saranno portati a resistere e la resistenza sarà interpretata come terrorismo.

Tutto ciò rientra nella grande tradizione americana, che ha raggiunto un livello elevato giàcon il rovesciamento del governo democratico dell'Iran nel 1953 ed il successivo insediamento dello Shah, con l'assassinio della democrazia in Guatemala da parte di Eisenhower e Dulles nel 1954, con la guerra contro il Vietnam e con la sostituzione di governi democratici legittimi con gli Stati di Sicurezza Nazionale del Sud America per tutti gli anni 60 e 70. Si trattava di guerre contro la presunta "minaccia sovietica", me di fatto erano contro i poveri e la minaccia populista al "libero commercio".

Il team di Bush ovviamente minaccia una violenza ancora maggiore di quella di cui siamo stati testimoni nella prima parte di quest'anno. La forza militare che controlla è relativamente più forte e libera dal vincolo sovietico. Con l'aiuto dei media più istituzionali e commerciali hanno indotto nella popolazione una sorta di stato di fervore guerresco.

Hanno riportato nel governo alcuni dei sostenitori più accesi del terrorismo e degli squadroni della morte degli anni di Reagan, gente come Otto Reich, Richard Perle, Paul Wolfowitz, John Negroponte, Elliott Abrams, e Lino Guterriez, che possono ora lavorare in un ambiente più favorevole agli assassini.

3. Maggior sostegno ai regimi autoritari.

Gli Stati Uniti hanno contribuito attivamente a condurre al potere ed hanno sostenuto numerosissimi regimi assassini negli anni tra il 45 ed il 90, con la scusa della minaccia sovietica, ma in realtà perché essi erano funzionali ai loro interessi e spontaneamente producevano quel "clima favorevole agli investimenti" (soprattutto con la distruzione dei sindacati). Una volta scomparsa la minaccia sovietica, per un po' di tempo vi fu il problema di trovare una giustificazione alle tendenze anti-democratiche ed anti-popolari che erano profondamente radicate e da lungo tempo, ma ora abbiamo la "guerra al terrorismo", che servirà bene allo scopo.

L'asse di Washington è già scattato in soccorso del dittatore militare del Pakistan, del boss ex-stalinista dell'Uzbekistan, ed è chiara che la volontà di onorare la "guerra al terrorismo" cancellerà ogni tratto di malvagità da qualsiasi leadership politica.

Allo stesso tempo, come con Sharon, nel suo rinvigorito impeto contro i palestinesi, e con Putin in Cecenia, la cooperazione nella guerra significherà sostegno alla violenza interna contro i dissidenti e le minoranze, forme di terrorismo di stato che saranno prontamente interpretate come componenti della "guerra al terrorismo". Proprio come la militarizzazione e la guerra non conducono alla democrazia, gli effetti della mobilitazione per sostenere l'Asse del Male di Washington danneggerà la democrazia globalmente.

4. Effetti destabilizzanzi.

La globalizzazione neoliberale ha avuto un significativo effetto destabilizzante a livello dell'economia globale, producendo l'incremento della disoccupazione, tagli alla spesa sociale, ampie migrazioni interne ed esterne e distruzione ambientale. La penetrazione più aggressiva degli interessi del petrolio, con la collusione dei governi di Nigeria, Colombia ed ora dell'Asia centrale, e la nuova guerra al terrorismo dovrebbero rafforzare le tendenze di destabilizzazione.

5. La lotta interna contro la democrazia.

Ad ogni livello, il team di Bush ha combattuto contro le basi della democrazia e tentato di concentrare un'autorità di governo assoluta nelle sue mani. La militarizzazione stessa è antidemocratica ma il suo team ha cercato di allentare i vincoli alla CIA e alla polizia, di ridurre l'accesso pubblico ad ogni tipo di informazione e limitare la libertà di parola.

Hanno messo in atto un progamma segreto e stanno spingendo il paese verso un governo apertamente più autoritario, e, se riescono a portarlo avanti, la loro progettata guerra al terrorismo senza limiti di tempo dovrebbe servire bene allo scopo.

6. La "visione" di Bush rispetto alla "fine della storia".

Questo processo non si sposta bene con la visione di Francis Fukuyama di un nuovo ordine pacifico e democratico, che avrebbe fatto seguito alla morte dell'Unione Sovietica ed al trionfo del capitalismo.

Fukuyama si sbagliava in tre cose. Non riuscì a vedere come la fine dell'Unione Sovietica e della minaccia socialista avrebbe posto anche fine alla necessità di alleviare il lavoro con delle concessioni di welfare sociale - in altre parole, che potesse esserci il ritorno ad un capitalismo puro come quello che Karl Marx descrisse nel primo volume de Il Capitale.

Secondo, non riuscì a vedere che la globalizzazione neoliberista e la maggiore mobilità del capitale avrebbero messo a disposizione un "esercizio di lavoratori di riserva" e ridotto così il potere contrattuale della forza lavoro e la sua posizione politica.

Infine, non riuscì a vedere che, senza l'azione di "contenimento" dell'Unione Sovietica, gli Stati Uniti sarebbero stati più liberi di usare la forza al servizio delle multinazionali, costringendo i paesi del terzo mondo ad accettare il "libero commercio", impedendo loro di servire gli interessi dei loro cittadini (in contrapposizione a quelli della comunità delle multinazionali).

Siccome questo intero processo implicherà una maggiore polarizzazione ed impoverimento di grandi masse, le ribellioni saranno inevitabili, giustificando così una maggiore militarizzazione e la crescita della guerra contro il "terrorismo" in un circolo vizioso.

Cosa può essere più spaventoso e pericoloso per il mondo che trovarsi di fronte all'asse del male di Washington, di gran lunga il maggior detentore di "armi di distruzione di massa", che sta cercando di migliorare e rendere più facilmente utilizzabili, data l'arroganza storica delle sue elite e la loro convinzione di essere sempre nel giusto, e data l'assenza di una forza di compensazione in vista? La minaccia di Bin Laden non è nulla al confronto.

Ciò che più conta, la minaccia di Bin Laden discende dalle azioni degli USA, che hanno avuto un ruolo cruciale nella costruzione della rete di Al-Qaeda e nelle politiche che hanno fatto del Medio Oriente un inferno e nell'allargamento della forbice del reddito e della ricchezza del mondo. Il ciclo di volenza sarà rotto solo quando l'Asse del Male di Washington sarà sconfitto, rimosso dal suo incarico e sostituito da un regime che miri a fare gli interessi di più parti oltre che quello dei petrolieri, dei militari, delle multinazionali e della destra cristiana.

Edward Herman

 

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