| Vigna vicino alla proroga. La Camera dice sì |
| Concluso l’esame delle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio. Il centrosinistra grida alla «nuova offensiva» |
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A VIGNA non resta che aspettare lunedì. Infatti, concluco l’esame delle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera e approvato il decreto sulla proroga di un anno del mandato del procuratore nazionale Antimafia, l’ok definito arriverà soltanto la settimana prossima, quando il provvedimento andrà in Aula. Così l’emendamento presentato ieri dai deputati di An Sergio Cola e Aurelio Gironda Veraldi al decreto «milleproroghe» che prolunga fino al 31 dicembre del 2005 il mandato di Vigna alla Dna, appena avuto l’avallo, ha provocato una ulteriore frattura tra i due poli. Il il centrosinistra accusa: l’hanno fatto solo per bloccare la nomina di Giancarlo Caselli. La maggioranza, dicono quelli della Gad, fanno leggi non più «a favore di qualcuno, ma contro» gridando alla «nuova offensiva». Il ministro della Giustizia Castelli ha cercato di placare gli animi, assicurando di non aver nulla contro Caselli e «il fatto che il decreto che proroga l’incarico di Pierluigi Vigna alla procura Nazionale Antimafia, non sia un atto contro di lui lo dimostrerà la storia». DA ILTEMPO.IT Intervista a Guido Calvi da l'Unità |
Il regime del dittatore uzbeco Islam Karimov le ha torturato e ucciso il figlio
Muzaffar Avazov, 35 anni e padre di tre figli,

venne arrestato nel 2002 con l’accusa di essere un sovversivo islamico. Era membro dell’Hizb ut-Tahrir (Hut), movimento panislamico internazionale che persegue la pacifica instaurazione dello Stato islamico in tutti i paesi del mondo musulmano. Nonostante il suo carattere non-violento l’Hut è fuori legge nell’Uzbekistan del dittatore Islam Karimov, che negli ultimi anni ha scatenato una violentissima ondata di repressione dell’Islam, anche per compiacere il suo principale alleato: gli Stati Uniti. Non occorre essere dell’Hut per finire in carcere: basta frequentare una delle tante moschee non riconosciute dallo Stato o semplicemente portare una barba troppo lunga. Nelle prigioni uzbeche sono rinchiusi oltre seimila cittadini accusati di sovversione per il semplice fatto di essere dei ferventi musulmani. Gli appartenenti all’Hut finiscono tutti nel famigerato centro di detenzione speciale di Jaslyk, tristemente noto per le terribili torture inflitte ai detenuti, che spesso non ne escono vivi.
SEGUE

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno:
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.
Primo Levi "Se questo è un uomo" Einaudi






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