Ciao sono Sammy
Vedi il mio profilo


Archivio Gennaio 2005
Vigna vicino alla proroga. La Camera dice sì
Concluso l’esame delle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio. Il centrosinistra grida alla «nuova offensiva»

A VIGNA non resta che aspettare lunedì. Infatti, concluco l’esame delle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera e approvato il decreto sulla proroga di un anno del mandato del procuratore nazionale Antimafia, l’ok definito arriverà soltanto la settimana prossima, quando il provvedimento andrà in Aula. Così l’emendamento presentato ieri dai deputati di An Sergio Cola e Aurelio Gironda Veraldi al decreto «milleproroghe» che prolunga fino al 31 dicembre del 2005 il mandato di Vigna alla Dna, appena avuto l’avallo, ha provocato una ulteriore frattura tra i due poli. Il il centrosinistra accusa: l’hanno fatto solo per bloccare la nomina di Giancarlo Caselli. La maggioranza, dicono quelli della Gad, fanno leggi non più «a favore di qualcuno, ma contro» gridando alla «nuova offensiva». Il ministro della Giustizia Castelli ha cercato di placare gli animi, assicurando di non aver nulla contro Caselli e «il fatto che il decreto che proroga l’incarico di Pierluigi Vigna alla procura Nazionale Antimafia, non sia un atto contro di lui lo dimostrerà la storia».
I deputati della maggioranza hanno votato compatti la proposta di modifica e vinto con 33 sì contro 27 no. E si è inasprita ulteriormente la polemica. «Con questa norma - ha commentato Anna Finocchiaro, capogruppo Ds in commissione Giustizia - la maggioranza sconfessa che il proprio intento fosse quello di non lasciare un vuoto nella Dna». Le ha fatto eco Marco Rizzo, presidente della delegazione dei Comunisti italiani al Parlamento Europeo, che si chiede «come faccia il ministro Castelli a sostenere che non si tratta di un provvedimento ordito ad hoc? A che pro allora violare gli articoli 104 e 105 della Costituzione con questa proroga incostituzionale che produrrebbe alla sua scadenza la stessa situazione di oggi?» Magistratura Democratica, inoltre, sospetta che oltre all’ostilità contro Caselli, procuratore generale a Torino, la maggioranza tema anche l’arrivo di Pietro Grasso, capo della procura di Palermo.
E sulla questione si è espresso lo stesso capogruppo di Fi in commissione affari costituzionali della Camera, Francesco Nitto Palma che ha osservato come al Csm Caselli non avrebbe i numeri sufficienti a sbaragliare gli avversari alla Dna. Mentre contro Grasso non ci sarebbe storia visto che è un magistrato che potrebbe ricevere consensi tanto da destra quanto da sinistra. E lui potrebbe essere un ostacolo alla nomina di Giovanni Tinebra, attuale capo del Dap, considerato dall’opposizione il possibile candidato del centrodestra.
La maggioranza intanto ha lanciato la sfida al Csm sul concorso già indetto per la Dna. «È evidente - dichiara Nitto Palma - che nel momento in cui si dispone le proroga per uno, la procedura concorsuale dovrà riaprirsi e così consentire a tanti magistrati di assoluto livello, per ipotesi ora non legittimati, di poter concorrere ad un incarico delicatissimo e preminente nel contrasto alla criminalità organizzata». Sarebbe infatti proprio per arrivare a invalidare il concorso già indetto dall’organo di autogoverno della magistratura che ieri in commissione si sarebbe «trasformato» l’emendamento proroga-Vigna.

DA ILTEMPO.IT

Intervista a Guido Calvi da l'Unità

  Il caso antimafia da Il corriere della sera 

Vota questo post

NESSUNA PIETA'

28
gen 2005
by Sammy

Il regime del dittatore uzbeco Islam Karimov le ha torturato e ucciso il figlio

Muzaffar Avazov, 35 anni e padre di tre figli,

 

 

 

 

 

 

venne arrestato nel 2002 con l’accusa di essere un sovversivo islamico. Era membro dell’Hizb ut-Tahrir (Hut), movimento panislamico internazionale che persegue la pacifica instaurazione dello Stato islamico in tutti i paesi del mondo musulmano. Nonostante il suo carattere non-violento l’Hut è fuori legge nell’Uzbekistan del dittatore Islam Karimov, che negli ultimi anni ha scatenato una violentissima ondata di repressione dell’Islam, anche per compiacere il suo principale alleato: gli Stati Uniti. Non occorre essere dell’Hut per finire in carcere: basta frequentare una delle tante moschee non riconosciute dallo Stato o semplicemente portare una barba troppo lunga. Nelle prigioni uzbeche sono rinchiusi oltre seimila cittadini accusati di sovversione per il semplice fatto di essere dei ferventi musulmani. Gli appartenenti all’Hut finiscono tutti nel famigerato centro di detenzione speciale di Jaslyk, tristemente noto per le terribili torture inflitte ai detenuti, che spesso non ne escono vivi.

SEGUE

Vota questo post

27
gen 2005
by Sammy

OGGI

 

 

 

 

 

IERI...

Vota questo post

 

 

 

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no

Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno:

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.

Primo Levi "Se questo è un uomo" Einaudi 

Vota questo post

Archivio Gennaio 2005

Ultimi commenti

Nuovi post

Tag

De.licio.us