Appuntamento
Corso Cairoli (vicino la statua di Garibaldi)
alle ore: 09.00 
1° Maggio Festa dei Lavoratori
Carissimi precari, contrattisti,
flessibili, interinali, intermittenti,
interstiziali, borsisti, stagisti a vita e
occasional-continuativi.
E a voi tutti sottopagati, spremuti,
calpestati e sfruttati di ogni tipo e
natura, stanchi della ingannevole
propaganda imprenditoriale e della
perversa fantasia contrattuale del
legislatore.
Lavorate giorno e notte e arrivate a
malapena a fine mese.
All'INPS non sanno neppure chi siete.
La mutua è un ricordo dei libri di storia.
Le ferie le prendete quando vi licenziano.
Di fare figli non se ne parla neanche.
E magari siete pure depressi!
La precarietà subdola e impunita si è
insinuata come la peggior malattia
nelle nostre vite, privandoci del diritto
ad una esistenza dignitosa e
svalutando ogni nostra capacità e
competenza.
Sui luoghi di lavoro è impossibile
confrontarsi, ognuno è nemico,
concorrente, competitivo e imprenditore
solo e sempre di se stesso.
È ora di dire basta!
CITTADINI DEL MONDO ALZATE LA TESTA!!!
CIA: 4 marzo 2005, ORDINE DI SERVIZIO: UCCIDETE CALIPARI!

TUTTI ASSOLTI
25 Aprile 1945 – 25 Aprile 2005
Il 25 Aprile del 1945 l'Italia conquistava la democrazia, liberandosi dall'occupazione nazifascista.
Dopo più di vent'anni ai dittatura che aveva condotta il paese alla rovina, facendolo entrare in guerra a fianco della Germania nazista, varate le leggi razziali, soppressa la libertà di stampa, il Parlamento, i partiti e i sindacati, entrava in vigore il 1° gennaio 1948 una nuova Costituzione.
Tutto ciò fu il risultato di un grande movimento popolare, nato e sviluppatosi attorno alla Resistenza, alla scelta dì opporsi, anche con le armi, al nazifascismo.
Il prezzo pagato fu altissimo: decine di migliaia di partigiani uccisi, feroci rappresaglie contro la popolazione civile che sosteneva il movimento di Liberazione, 30 mila lavoratori periti nelle deportazioni e nei campi di concentramento, eccidi, come a Cefalonia, di soldati che rifiutarono di consegnarsi ai tedeschi, 600 mila militari internati in Germania
A sessant'anni di distanza l'Italia sta correndo nuovi pericoli. È in corso una violenta campagna di denigrazione della Resistenza, con il tentativo non solo di riscrivere la storia, ma di attaccare le conquiste della Costituzione.
In Parlamento si vorrebbe votare una legge per equiparare i "repubblichini" sostenitori dei nazisti, ai partigiani e ai combattenti degli eserciti alleati contro il nazifascismo, ma, soprattutto, approvare una riforma della Carta costituzionale con il chiaro intento di negarne i principi fondamentali e le garanzie di bilanciamento dei poteri. La stessa unità d'Italia sarebbe messa a rischio, disarticolando il Paese secondo nuove appartenenze regionali, in realtà frantumandolo in aree sociali ed economiche avanzate ed arretrate.
Per queste ragioni, per difendere nuovamente le conquiste della democrazia, il sessantesimo anniversario della lotta di Liberazione assume il valore di una ricorrenza non formale.
Le Associazioni Partigiane, nel ricordo dei caduti, si rivolgono ai giovani, ai democratici, agli antifascisti, per una mobilitazione straordinaria in tutto il Paese. Il 25 Aprile è oggi una data più viva che mai, in grado di unire tutti gli italiani attorno ai valori fondanti della nostra democrazia.
Comitato Permanente Antifascista contro il Terrorismo
per la difesa dell'Ordine Repubblicano
ANPI-FIAP-FIVL-ANPPIA-ANED-ANEI-DS-La Margherita-PRC
SDI-PdCI-IDV-SR-MRE-CGIL-CISL-UIL-ACLI
Fondazione Di Vittorio-Centro Puecher
Familiari Vittime Strage Piazza Fontana
Tonino Miccichè

giovane siciliano immigrato
a Torino, operaio alla
Fiat Mirafiori e
militante di Lotta Continua,
fu ucciso con un colpo di pistola alla testa
la sera del 17 aprile 1975, alla Falchera,
dove era in corso da alcuni mesi una dura lotta per il diritto alla casa.
Ricordarlo oggi, a trent’anni di distanza,non è solo un omaggio a un compagno e a un amico scomparso.
È un modo per tornare a riflettere sui movimenti di lotta di quel periodo, su quanto accadde nelle fabbriche e nei quartieri dopo il 1968-1969.
Per mettere a confronto le ragioni di ieri e le ragioni di oggi.
Troviamoci sabato 23 aprile alle ore 11 alla Falchera, piazzale Tonino Miccichè
info: gruppo70@libero.it






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