Ciao sono Sammy
Vedi il mio profilo


Archivio Giugno 2005

logo ARTICLE 2671 Botta e risposta tra Amnesty ed il ministro Pisanu sui centri temporanei di accoglienza - intanto aumenta il numero dei governatori che ne chiede la chiusura
di Vincenzo Greco, Data 29 giugno 2005 - 15 letture

Si allarga il fronte di quanti sono contrari ai “centri di permanenza temporanea”. Ora i governatori che hanno risposto all’appello di Nichi Vendola sono undici e si ritroveranno a Bari il prossimo 11 luglio.

Le adesioni hanno avuto una sensibile impennata dopo il rapporto reso noto da Amnesty International che rivela una serie di violazioni dei diritti umani cui i cittadini stranieri vengono sottoposti durante la detenzione nei Centri di permanenza temporanea e assistenza (Cpta).

Luoghi dove, scrive Maurizio Musolino del Pdci, “l’ingresso agli avvocati è negato, come l’ingresso ai giornalisti. Il diritto e l’informazione: due pilastri di una democrazia” che in Italia pare scricchiolare. Secondo il rapporto, ogni anno l’Italia espelle o rifiuta l’ingresso a migliaia di cittadini stranieri, alcuni dei quali richiedenti asilo, sulla base del loro tentato o effettivo ingresso illegale o soggiorno irregolare. Nell’attesa dell’espulsione, molte di queste persone sono detenute nei Cpta, a volte anche fino a 60 giorni. La legislazione entrata in vigore due mesi fa consente la detenzione della maggior parte dei richiedenti asilo in “centri di identificazione” mentre le loro richieste di asilo vengono esaminate con una procedura accelerata. Più di 15 mila persone che, per il verde Bulgarelli rappresentano “una cifra indegna per una democrazia moderna” che viola sistematicamente “gli standard internazionali” per i quali la detenzione è prevista solo “in circostanze eccezionali e per brevi periodi”.

Il rapporto contiene dettagliate denunce secondo cui persone detenute nei Cpta sono state sottoposte ad aggressioni fisiche da parte di agenti delle forze dell’ordine e del personale di sorveglianza e alla somministrazione eccessiva e abusiva di sedativi e tranquillanti. Molte persone incontrano difficoltà nell’accedere alla consulenza di esperti, necessaria a contestare la legalità della loro detenzione e del relativo ordine di espulsione. La tensione nei centri è alta, con frequenti proteste, inclusi tentativi di fuga e alti livelli di autolesionismo.

I centri sono spesso sovraffollati, con strutture inadeguate, condizioni di vita contrarie alle norme dell’igiene e cure mediche non soddisfacenti. Il rapporto "di Amnesty, che contiene resoconti dettagliati degli abusi e delle violazioni degli standard internazionali in materia di diritto d’asilo perpetrati all’interno dei centri", secondo la senatrice Tana de Zulueta "sottolinea anche con preoccupazione la crescente tendenza del governo italiano a detenere richiedenti asilo ed immigrati irregolari, una prassi consentita dal diritto internazionale solo in casi eccezionali e dopo un’analisi accurata dei casi individuali".

Centri di accoglienza che sono, invece, difesi a spada tratta dal Ministro Pisanu. “Chi li vuole chiudere deve allora dire anche che vuole la libera circolazione sul proprio territorio degli immigrati clandestini”, dichiara il responsabile del Viminale che aggiunge “questi, come è noto, costituiscono una delle fonti principali di approvvigionamento del mercato ignobile del lavoro nero, della prostituzione e della manovalanza criminale”. Non è un caso, dichiara Pisanu, se “il 38,81% delle persone arrestate l’anno scorso in Italia per reati vari è costituito da extracomunitari irregolari (171.907) e da persone di cittadinanza ignota o apolide (65.322)”.Cos’ì come deve far riflettere un latro dato: “oggi il 30,84% della popolazione carceraria (17.719 persone) è costituito da stranieri extracomunitari, nella quasi totalità immigrati clandestini”. Clandestini che, secondo il leghista Gibelli, vengono nel nostro paese per girare “impunemente con delle scimitarre pronti ad uccidere”. Ma Amnesty non è la voce isolata di chi, come dichiara Pisanu, “ cerca visibilità diffamando le istituzioni che hanno il dovere di contrastare l’immigrazione clandestina”.

Il rapporto segue, infatti, di pochi giorni, la visita di alcuni CPT italiani da parte del Commissario per i Diritti umani del Consiglio d’Europa, Alvaro Gil-Robles, che ha chiesto più trasparenza nella gestione dei centri e l’accesso di legali, ONG e dell’ACNUR. E sull’Italia pesano, come una Spada di Damocle, anche, la relazione dell’Inviato Speciale del Segretario Generale dell’ONU sui migranti; quella del Comitato per la Prevenzione della Tortura; le risoluzioni del Parlamento europeo; le decisioni della Corte europea dei Diritti umani; i rapporti di Medici Senza Frontiere e della Federazione Internazionale dei Diritti dell’Uomo. “E’ evidente che i CPT ed i nuovi Centri d’Identificazione per richiedenti asilo costituiscono un vulnus del diritto internazionale e dei diritti umani", aggiunge Tana de Zulueta. "La mobilitazione dei presidenti di regione contro i CPT", conclude de Zulueta, "non è affatto da ’irresponsabili’, come sostiene Pisanu, ma una battaglia per il rispetto del diritto e dei diritti umani sostenuta da autorevoli organizzazioni ed organismi internazionali". Una bocciatura dell’Italia, per le violazioni dei diritti umani nei Centri di permanenza temporanea, che è ritenuta gravissima da un nutrito gruppo di senatori (tra i quali Iovene, Malabarba, Manzella,de Zulueta, Zancan, Cossiga, Pedrini, Pagliarulo) che ha presentato un disegno di legge per la creazione di una “Istituzione nazionale di garanzia dei diritti umani”.

"In questo modo - ricordano i firmatari della proposta - si darebbe finalmente attuazione a una risoluzione Onu fino ad ora rimasta disattesa, che già dal 1993 ha chiesto a ogni stato di dare vita a un’ istituzione con la missione di garantire il rispetto dei diritti umani”. E quanto richiede, anche Amnesty, secondo la quale “è giunto il momento che le autorità italiane riconsiderino profondamente la loro attuale politica, legislazione e prassi circa la detenzione, le condizioni ed il trattamento dei migranti irregolari e dei richiedenti asilo, assicurandone un adeguamento agli standard internazionali dei diritti umani e del diritto dei rifugiati”.

L’appuntamento di Bari farà capire se la rottura tra le Regioni ed il governo è irreversibile o se esistono dei margini di mediazione.

Girodivite.it/Oltrenews.it

Vota questo post

COMUNICATO DEL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO-
COMANDO GENERALE DELL’ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE

MESSICO

   20 GIUGNO 2005

  AL POPOLO DEL MESSICO
  AI POPOLI DEL MONDO

  FRATELLI E SORELLE:

 

 

PRIMO E UNICO - VI INFORMIAMO CHE, DALLA METÀ DELL’ANNO 2002, L’EZLN È ENTRATO IN UN PROCESSO DI RIORGANIZZAZIONE DELLA SUA STRUTTURA POLITICO-MILITARE. QUESTA RIORGANIZZAZIONE INTERNA È GIÀ TERMINATA.

SIAMO NELLE CONDIZIONI DI SOPRAVVIVERE, AD UN ATTACCO O AD AZIONI DEL NEMICO CHE DISTRUGGA LA NOSTRA DIREZIONE ATTUALE, O CHE TENTI DI ANNIENTARCI TOTALMENTE.

I GRADI DEL COMANDO E LA SUCCESSIONE DI RESPONSABILITÀ SONO STATI STABILITI CON CHIAREZZA, COSÌ COME LE AZIONI E LE MISURE DA PRENDERE NEL CASO DI AGGRESSIONE DA PARTE DELLE FORZE GOVERNATIVE E DEI LORO PARAMILITARI.

IL CCRI-CG DELL’EZLN COMUNICA CHE È IN CONDIZIONE DI CONTINUARE A DIRIGERE LA LOTTA ZAPATISTA, ANCHE SE PERDE, SIA PER CARCERE, CHE PER MORTE, O PER SPARIZIONE FORZATA, UNA PARTE O LA TOTALITÀ DELLA SUA DIREZIONE ATTUALE NOTA PUBBLICAMENTE.

È TUTTO.

DEMOCRAZIA!
LIBERTÀ!
GIUSTIZIA!

Dalle Montagne del Sudest Messicano
Per il Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno-Comando Generale dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale
Subcomandante Insurgente Marcos
Messico, nel sesto mese del 2005

Comunicati precedenti dell'EZLN


(traduzione del Comitato Chiapas di Torino)

 

 

Vota questo post

=========================================
ARUBA-POSTALE 1 / PRIVACY 0
Comunicazione urgente Autistici/Inventati
=========================================

22/06/2005

Quando siamo partiti con il progetto autistici, nel nostro
pessimismo cosmico pensavamo che il peggio che potesse
accadere e' che portassero via la macchina, intercettassero
il traffico in maniera pedestre e che la crittografia bastasse
a rendere relativamente al sicuro le comunicazioni dei nostri
utenti.
Abbiamo sbagliato. In Italia non esistono le condizioni
per poter parlare di tutela della privacy a nessun livello.

Il 15 giugno 2004 agenti della postale su ordine della Procura di
Bologna si sono presentati presso il provider Aruba, dove e'
ospitato uno dei server della nostra associazione.
Senza avvisarci Aruba ha spento la macchina e ha consentito agli
agenti di copiare quello che volevano. Il provider, alle nostre
telefonate per domandare il motivo del down, ha risposto parlando 
di un
guasto tecnico alla presa elettrica dell'armadio.

Da quel momento, come si evince dagli atti, da pochi giorni a
nostra disposizione, hanno proceduto alle intercettazioni
sistematiche della webmail della casella

croceneraanarchica@i...

Potenzialmente pero' hanno potuto intercettare e riportare in chiaro
tutte
le altre comunicazioni che transitano dalla macchina e
realisticamente e' quello che stanno ancora facendo.

Per questo al piu' presto spegneremo questa macchina, la
ritireremo dal provider e valuteremo i prossimi passaggi. Gia' da 
ora
invitiamo tutti coloro che mantengono una macchina o un sito
in quella web farm e hanno a cuore la propria privacy a cercare
un altro luogo e lasciare Aruba a marcire nella loro meschinita'.

Le condizioni della privacy in Italia erano di per se' drammatiche:
ora
abbiamo testato sulla nostra pelle che possiamo staccare la spina e
dichiarare la morte clinica del paziente.

Non possiamo sapere quanti altri provider commerciali forniscano
ausilio alle forze dell'ordine senza notificarlo ai propri clienti;
non
possiamo sapere quali e quante informazioni le forze dell'ordine
possano
prelevare dai nostri e dai vostri siti o server; non sappiamo che
uso ne
faranno e per quanto tempo; non possiamo sapere se il
provider riserva questo stesso trattamento di favore a richieste
commerciali ben pagate di concorrenti o agenzie di mercato per dati
personali.

Lo scenario che si disegna e' degno delle migliori utopie negative:
organizzare una potenziale intercettazione di massa di circa
6000 utenti e 500 liste di discussione, con la scusa di leggere
il contenuto di una sola casella mail e' di per se' quanto
di piu' lontano si possa immaginare dal concetto di liberta' di
espressione.

QUESTA NON E' UNA QUESTIONE PRIVATA, non e' qualcosa che interessera'
soltanto noi, che evidentemente rappresentiamo una comoda cavia
sulla quale sperimentare nuove forme di controllo e di
intercettazione, un
po' come tutte le persone coinvolte nelle indagini sul file
sharing o in altri fatti di repressione in rete.

QUESTA NON E' UNA QUESTIONE CHE RIGUARDA SOLO UNA ASSOCIAZIONE
O UN SERVER INDIPENDENTE.

Si tratta della stessa indagine che con la scusa dell'acquisizione 
di un
log ha consentito all'FBI di abusare di un mandato federale e  di
sequestrare l'intero server dove era ospitato indymedia Italia il  7
ottobre 2004.

In successivi comunicati piu' tecnici cercheremo di illustrare
meglio la
tipologia dell'attacco e le nostre contromisure, nonche' le
iniziative politiche che intendiamo sviluppare, sperando di non
essere da soli in questa battaglia.

Per ora non potendovi garantire piu' un servizio affidabile
ritiremo la macchina per qualche giorno, la bonificheremo e la
rimetteremo on line.

Non e' nei nostri piani dare a forze dell'ordine e provider servili 
la
soddisfazione di vederci desistere: il down sara' il piu' breve
possibile, qualche giorno non di piu', e sfrutteremo questa  brutta
vicenda per risorgere dalle ceneri come una fenice ferita.

QUESTA NON E' UNA QUESTIONE PRIVATA, ANCHE SE E' UNA QUESTIONE DI
PRIVACY.

LEGGI e DIFFONDI

AGISCI e ORGANIZZATI

autistici.org / inventati.org
--- Fine messaggio inoltrato ---

Vota questo post

Gli zapatisti lanciano un "allarme rosso"
21 giugno 2005


L''Esercito zapatista di liberazione nazionale ha reso noto un comunicato
urgente molto preoccupante. Vi si annuncia, in pratica, una mobilitazione
generale dei "regolari" dell'Ezln, la clandestinità delle Giunte del buon
governo che amministrano i municipi autonomi zapatisti e altre misure
d'urgenza. Tra le quali l'invito ai cooperanti internazionali ad abbandonare
le comunità indigene, o di rimanervi a loro rischio: a coloro che hanno
sostenuto in questi quasi 12 anni la lotta dei popoli indigeni si dice
grazie, e li si "solleva da ogni responsabilità" per eventuali future azioni
dell'Ezln. Tutto lascia pensare ad una imminente offensiva dell'esercito
federale messicano, che non ha mai allentato la presa sulla zona di
conflitto in Chiapas. Proprio ieri, la Jornada di Città del Messico aveva
pubblicato un comunicato del subcomandante Marcos sulle elezioni
presidenziali del prossimo anno in Messico. L'ultimo allarme di questo tipo
fu lanciato nel febbraio del 1995, alla vigilia dell'attacco dell'esercito
federale, che tentò di annientare con la forza l'Ezln.
http://ww2.carta.org/notizieinmovimento/articles/art_3568.html

* Il comunicato di Marcos sulla politica messicana *
http://ww2.carta.org/notizieinmovimento/articles/art_3569.html

* Aggiornamenti *
http://ww2.carta.org/notizieinmovimento/

* Le campagne per il Chiapas *
http://www.carta.org/campagne/diritti/chiapas/
 



Ecco il testo integrale del comunicato:


COMUNICATO DEL COMITATO CLANDESTINO RIVOLUZIONARIO INDIGENO - COMANDO
GENERALE DELL'ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE. MESSICO

19 GIUGNO 2005.

AL POPOLO DEL MESSICO:
AI POPOLI DEL MONDO:

FRATELLI E SORELLE:
A PARTIRE DA OGGI, L'ESERCITO ZAPATISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE HA
DECRETATO, IN TUTTO IL TERRITORIO RIBELLE, UN

ALLARME ROSSO GENERALE.

IN BASE A QUESTO COMUNICHIAMO QUANTO SEGUE:

PRIMO. - IN QUESTO MOMENTO SI STA PROVVEDENDO ALLA CHIUSURA DEI CARACOLES E
DEGLI UFFICI DELLE GIUNTE DI BUON GOVERNO CHE SI TROVANO NELLE COMUNITÀ
ZAPATISTE DI OVENTIK, LA REALIDAD, LA GARRUCHA, MORELIA E ROBERTO BARRIOS, E
DI TUTTE LE SEDI DELLE AUTORITÀ DEI DIVERSI MUNICIPI AUTONOMI RIBELLI
ZAPATISTI.

SECONDO. - SI STA PROCEDENDO ANCHE ALL'EVACUAZIONE DEI COMPONENTI DELLE
DIVERSE GIUNTE DI BUON GOVERNO E DELLE 'AUTORITÀ AUTONOME, PER LA LORO
SICUREZZA. DA ADESSO E PER UN PERIODO INDEFINITO ESEGUIRANNO IL LORO
LAVORO IN FORMA CLANDESTINA E ITINERANTE. SIA I PROGETTI CHE IL GOVERNO
AUTONOMO CONTINUERANNO A PROCEDERE E LAVORARE ANCHE SE IN CONDIZIONI DIVERSE
DA QUELLE PRESENTI FINO AD ORA.

TERZO. - NEI DIVERSI CARACOLES SI MANTERRANNO IN FUNZIONE I SERVIZI DI BASE
DI SALUTE COMUNITARIA. A FRONTE DI QUESTI SERVIZI CI SONO DEI CIVILI, CHE IL
CCRI-CG DELL'EZLN SOLLEVA DA OGNI RESPONSABILITA' PER QUALSIASI DELLE SUE
AZIONI FUTURE E PER I QUALI ESIGIAMO TRATTAMENTO DA POPOLAZIONE CIVILE E
RISPETTO DELLA LORO VITA, LIBERTA' E BENI DA PARTE DELLE FORZE GOVERNATIVE

QUARTO. - SONO STATI RICHIAMATI TUTTI GLI ELEMENTI DEL NOSTRO EZLN CHE
STAVANO SVOLGENDO LAVORO SOCIALE NELLE COMUNITÀ ZAPATISTE E LE NOSTRE TRUPPE
REGOLARI SONO STATE ACQUARTIERATE. INOLTRE, SONO STATE SOSPESE PER UN TEMPO
INDEFINITO TUTTE LE TRASMISSIONI DI RADIO INSURGENTE, "LA VOCE DEI SENZA
VOCE", IN MODULAZIONE DI FREQUENZA ED ONDA CORTA.

QUINTO. - CONTEMPORANEAMENTE ALLA DIFFUSIONE DI QUESTO COMUNICATO, SI
ESORTANO LE SOCIETÀ CIVILI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI CHE SI TROVANO IN
ATTIVITA' PRESSO GLI ACCAMPAMENTI DI PACE ED IN PROGETTI NELLE COMUNITÀ, A
LASCIARE IL TERRITORIO RIBELLE O, SE È LORO DECISIONE LIBERA E VOLONTARIA,
DI RIMANERE A LORO RISCHIO E SOTTO LA LORO RESPONSABILITA', CONCENTRATI NEI
CARACOLES. NEL CASO DI MINORENNI, LA PARTENZA E' OBBLIGATORIA..

SESTO. - L'EZLN ANNUNCIA LA CHIUSURA DEL CENTRO DI INFORMAZIONE ZAPATISTA
(CIZ) NON SENZA PRIMA RINGRAZIARE LE SOCIETÀ CIVILI CHE HANNO COLLABORATO
CON ESSO, DALLA SUA FORMAZIONE FINO AD OGGI. IL CCRI-CG DELL'EZLN SOLLEVA
FORMALMENTE QUESTE PERSONE DA QUALSIASI RESPONSABILITÀ PER LE AZIONI FUTURE
DELL'EZLN.

SETTIMO. - L'EZLN SOLLEVA TUTTE LE PERSONE ED ORGANIZZAZIONI CIVILI,
POLITICHE, CULTURALI, CIVICHE, NON GOVERNATIVE, COMITATI DI SOLIDARIETA' E
GRUPPI DI
APPOGGIO CHE SI SONO AVVICINATI A NOI DAL 1994, DA QUALSIASI RESPONSABILITA'
PER NOSTRE AZIONI FUTURE. RINGRAZIAMO TUTTI E TUTTE COLORO CHE, CON
SINCERITA' ED ONESTA', IN QUESTI QUASI 12 ANNI HANNO APPOGGIATO LA LOTTA
CIVILE E PACIFICA DEGLI INDIGENI ZAPATISTI PER IL RICONOSCIMENTI
COSTITUZIONALE DEI DIRITTI E DELLA CULTURA INDIGENI.

DEMOCRAZIA!
LIBERTA'!
GIUSTIZIA!


Dalle Montagne del Sudest Messicano.
Per il Comitato Clandestino Rivoluzionario Indigeno-Comando Generale
dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.

Subcomandante Insurgente Marcos
Messico, nel sesto mese dell'anno 2005


(Traduzione Comitato Chiapas "Maribel" - Bergamo)

Vota questo post

Archivio Giugno 2005

Ultimi commenti

Nuovi post

Tag

De.licio.us