TRAPANI - Un avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa è stato notificato stamani dalla polizia al deputato regionale dell'Udc, Onofrio Fratello.

Perquisita l'abitazione del politico ad Alcamo, provincia di Trapani, e negli uffici della sua segreteria politica. Secondo l'accusa, durante la campagna elettorale del 2001 per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana, Fratello avrebbe chiesto il sostegno ai boss mafiosi. Dell'appoggio elettorale al parlamentare ha parlato il pentito trapanese Mariano Concetto. Secondo quanto emerge dall'inchiesta, in cambio di voti Onofrio Fratello avrebbe promesso denaro e posti di lavoro ai vertici della cosca mafiosa.
Repubblica dominicana. Rispediti al mittente
Nel novembre del 2003 due navi provenienti da Puerto Rico scaricarono ceneri tossiche prodotte da centrali termoelettriche portoricane nella baia di Samanà e Manzanillo, sulla costa dominicana. Il caso, divenuto pubblico solo in marzo di quest’anno, è ora al vaglio della Corte suprema di giustizia dominicana per presunte violazioni della Convenzione internazionale di Basilea, ratificata dalla Repubblica dominicana, che stabilisce che nessun paese possa inviare né ricevere rifiuti tossici che non siano stati precedentemente trattati dal paese produttore. L’Istituto degli avvocati per la protezione ambientale e l’associazione Mundo ecologico hanno chiesto alla Corte suprema dominicana che, indipendentemente dalle sanzioni penali, la Compagnia Transdominicana di sviluppo che ha acconsentito al trasferimento delle scorie venga condannata a pagare una multa di 500 milioni di pesos dominicani come indennità per i danni umani e ambientali causati a Manzanillo e Samanà, da destinare alle comunità coinvolte. Le due organizzazioni hanno chiesto inoltre che il carico di rifiuti tossici venga immediatamente rispedito al mittente, prima che cominci la stagione dei cicloni, che potrebbero disperdere il materiale radioattivo contaminando anche altre zone dell’isola. L’8 maggio la società civile e la comunità ecclesiastica di Samanà hanno organizzato una grande manifestazione per chiedere che i rifiuti siano restituiti a Puerto Rico. [A.M.]
Purtroppo fino ad oggi il governo dominicano non riesce a trovare i fondi per bonificare la zona e così tali rifiuti rimangono lì, provocando cancro e malattie varie. Non riesco ad immaginare la Santarelli mangiare pesce radioattivo, sarebbe una perdita troppo grande per l'umanità.
Propongo di aprire un n° verde per salvare la Santarelli e ci metterei anche Lory Del Santo (gallina vecchia...) chiunque desideri partecipare mi contatti, con i soldi raccolti provvederemo a trasferire le ragazze in Angola... No mannaggia anche lì ...Bè ci sarà un luogo nel terzo mondo ancora non contaminato dai nostri rifiuti tossici?
E' giunto il momento di bonificare, non tanto per motivi umanitari ed ambientali, ma soprattutto perchè non si trovano più luoghi dove allestire i nostri magnifici realities.
Graziella Campagna,17 anni,vittima di mafia
Storie di trafficanti, imprenditori e giudici nella provincia dove la ‘mafia non esiste’. Graziella Campagna, una ragazza semplice di Saponara, in provincia di Messina. Il 12 dicembre 1985 è stata rapita e uccisa. Undici anni trascorsi senza che lo Stato le abbia riconosciuto il diritto alla verità e alla giustizia. Undici anni in cui le è stato negato il diritto alla memoria, ad essere riconosciuta vittima di un potere criminale da sempre sottovalutato nel messinese.
«Siamo qui per dire a coloro che ci hanno maltrattato per tanto tempo che siamo stanchi. Stanchi di essere segregati ed umiliati. Stanchi di essere presi a calci in maniera brutale, di essere oppressi. Non abbiamo altra alternativa che la protesta. Per molti anni abbiamo mostrato una pazienza sorprendente. A volte abbiamo dato ai nostri fratelli bianchi l’impressione che il modo in cui venivamo trattati ci piacesse. Ma questa sera siamo venuti qui per dire che la nostra pazienza è finita, che saremo pazienti solo quando avremo libertà e giustizia». MLK

Montgomery, Alabama: 1° dicembre 1955. Rosa Parks, una quarantenne nera, sale sull’autobus e si siede nella quinta fila a sinistra, dietro i posti riservati ai bianchi. «Gente di colore» è l’indicazione che ricorda a tutti la netta separazione tra lo spazio dei neri e quello dei bianchi. E Rosa la rispetta. Dopo un po’ l’autobus si riempie. Il conducente invita, quindi, a fare posto ai “signori bianchi”. Così tre “signori di colore” si alzano. Rosa no. Era stanca, come i bianchi dopo una lunga giornata di lavoro. Il suo semplice gesto segna l’inizio del boicottaggio degli autobus a Montgomery.
Il suo «no» non era urlato, eppure bastò per farsi portare via dalla polizia. Il reato? Violazione delle norme municipali regolanti la disposizione razziale dei posti sugli autoveicoli pubblici.
Rosa Parks, non si sentiva colpevole di alcun reato. Decise che si doveva fare qualcosa. Così chiamò il presidente dell’N.A.A.C.P, un'associazione di difesa dei diritti della gente di colore di cui faceva parte, il quale la raggiunse al commissariato e le pagò la cauzione. Poi avvisò di quanto era accaduto Jo Ann Robinson, presidentessa del Consiglio politico delle donne di Montgomery. Fu lei a proporre il boicottaggio dei mezzi pubblici, lanciando un appello alla popolazione di colore.





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