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Archivio Novembre 2005

Forse c'è ancora qualcuno, che dopo i fatti di genova, aveva ancora dubbi sull'ombra del fascismo che è ormai da anni scesa sulla nostra ex-repubblica:

Frassoni e Agnoletto: Dichiarazione sulla militarizzazione di Venaus -

29 novembre 2005, ore 11,00.
Questa notte verso le 3,30 la Polizia ha occupato il cantiere di Venaus facendo entrare i mezzi pesanti destinati alla realizzazione dei sondaggi. L’operazione si è caratterizzata come una militarizzazione di fatto della zona.
Questa mattina la delegazione del Parlamento europeo, che si stava recando al sito di Venaus, è stata fermata ad un posto di blocco, dove le forze dell’ordine impedivano ai cittadini di entrare pacificamente nell’area, inclusi coloro che stavano cercando di raggiungere il proprio posto di lavoro. I tre eurodeputati Monica Frassoni, Vittorio Agnoletto e David Hammerstein (Verdi, Spagna), nel tentativo di mediare, hanno cercato di frapporsi tra le forze dell’ordine ed i cittadini; nel corso di tale tentativo Vittorio Agnoletto è stato colpito da alcuni membri delle forze dell’ordine ed ha riportato delle contusioni. Questi eventi hanno fortemente turbato la delegazione, come risulta con chiarezza dalle dichiarazioni della delegazione e del suo presidente Cashman, in allegato.

Noi protestiamo nel modo più energico contro questa azione di forza ingiustificata, inutile ed inaccettabile. Non è così che l’Unione europea ed il governo italiano potranno imporre le grandi opere.
Noi ci appelleremo alla Commissione europea, al mediatore europeo ed al commissario alla Giustizia, Libertà e Sicurezza Franco Frattini affinché intervengano in questa situazione.
Rivolgiamo un appello alla Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso affinché prenda le distanze da questa azione di militarizzazione da parte del governo Berlusconi.


-  Dichiarazione di Micheal Cashman, Capo-delegazione della commissione petizioni del PE

- Venaus, 29.11.2005, ore 5,15
Gli eventi della notte a Venaus sono un gigantesco insulto alla delegazione della commissione petizioni del PE, che ha tenuto un atteggiamento di particolare diplomazia e prudenza dovuto alla situazione chiaramente tesa.
Questi eventi confermano l’assoluta necessità di una valutazione indipendente dell’intero progetto a livello europeo. Ci devono essere trattative immediate con tutte le parti coinvolte specialmente con le autorità e le popolazioni locali.
Ci appelliamo a tutte le parti, e in particolare alle forze dell’ordine, a condurre tutte le operazioni in modo pacifico. Non ci deve essere alcuno spazio per la violenza.


-  Dicharazione della delegazione della commissione petizioni del PE -

Venaus, 29.11.2005
Non e’ compito della delegazione del PE prendere posizione direttamente su come le autorità italiane dovrebbero agire in una situazione per la quale non disponiamo di tutti gli elementi necessari.
Nonostante questo, siamo venuti qui su domanda dei petizionari della Valle di Susa e abbiamo discusso con la presidenza della Regione Piemonte sul progetto del tunnel e sul suo impatto sulla popolazione della Valle. In queste circostanze, l’occupazione di sito di Venaus durante la notte è un affronto alla popolazione locale che protesta pacificamente contro l’inizio del primo cantiere di sondaggio.
E’ anche un insulto all’integrità di questa delegazione parlamentare.
Seguiremo da vicino gli sviluppi della situazione e risponderemo nei modi e nei tempi appropriati. La nostra preoccupazione immediata è per la popolazione locale. Siamo anche preoccupati che le direttive e le regolamentazioni europee siano applicate correttamente e le disposizioni del Trattato rispettate.

On. Micheal Cashman
On. Carlos Iturgaiz
On. David Hammerstein

 

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La legge Rognoni - La Torre, che consente da oltre vent’anni di aggredire le ricchezze accumulate dalle mafie nel nostro Paese, è in pericolo. Rischia di essere approvato dal Parlamento, infatti, un disegno di legge che tra i molti aspetti discutibili prevede la possibilità di revisione, senza limiti di tempo e su richiesta di chiunque sia titolare di un “interesse giuridicamente riconosciuto”, dei provvedimenti definitivi di confisca. In nome di un malinteso garantismo, insomma, si compromettono definitivamente il lavoro e l’impegno di quanti, dalle forze dell’ordine alla magistratura, dalle associazioni alle cooperative sociali, sono oggi impegnati nella difficilissima opera di individuazione e riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. Nessun provvedimento di confisca, di fatto, sarà mai definitivo. Nessuna assegnazione di beni confiscati avrà un futuro certo. Altri avrebbero potuto essere gli strumenti con cui risarcire, anche dal punto di vista economico, eventuali vittime di errori giudiziari, sempre possibili, nell’iter che va dal sequestro preventivo dei beni alla loro definitiva confisca. Se dovesse essere approvato, invece, quanto previsto dal comma 1 lettera “m” dell’art. 3 del disegno di legge AC 5362 recante “Delega al Governo per il riordino della disciplina in materia di gestione e destinazione delle attività e dei beni sequestrati o confiscati ad organizzazioni criminali”, tutti i beni confiscati (dai terreni coltivati da coraggiose cooperative di giovani agli immobili trasformati in sedi di servizi sociali o in caserme delle forze dell’ordine, solo per fare alcuni esempi) finirebbero in un limbo di assoluta incertezza. Ovvero esattamente il contrario di quanto sarebbe necessario oggi. Le mafie, infatti, hanno da tempo affinato i meccanismi con cui riciclano i proventi delle loro attività illecite e nel nostro Paese si registra, negli ultimi anni, una consistente flessione del numero di beni confiscati. Una situazione che richiede normative efficaci e scelte concrete in grado di far crescere la fiducia di chi è impegnato ogni giorno nella lotta alle mafie. E’ per queste ragioni che l’associazione Libera (che raccoglie più di 1200 associazioni nazionali e locali, scuole, cooperative) e i sottoscritti familiari delle vittime delle mafie, attraverso questo appello, chiedono un serio e approfondito ripensamento, in sede di dibattito parlamentare, del disegno di legge delega AC 5362, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di revisione dei provvedimenti definitivi di confisca, affinchè deputati e senatori di tutte le forze politiche sappiano trovare la giusta misura, il corretto equilibrio tra la tutela dei diritti di chi subisce i provvedimenti di confisca dei beni e la necessità di sottrarre alle organizzazioni mafiose gli immensi patrimoni che accumulano ogni anno, nell’illegalità e nel sangue. Trasformando questi beni, come sta avvenendo faticosamente oggi, in segni tangibili di legalità e giustizia.
Per aderire all’appello:
 
 
"Nessuna assegnazione
di beni confiscati
avrà un futuro certo."

Tel. 06/69770301
Luigi Ciotti
Rita Borsellino
Giovanni Impastato
Claudia Loi
Daniela Marcone
Viviana Matrangola
Debora Cartisano
Margherita Asta
Maddalena Rostagno
Monica Rostagno
Elisabetta Roveri

Sammy aderisce all'appello (....so' che stai pensando che non servirà a nulla, ma chi è morto ammazzato invece non l'ha mai pensato...)

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Un Bel Di Vedremo


Tutto tutt'intorno sembra impossibile
tutto tutt'intorno poco credibile…..
UN BEL DI VEDREMO…….
Tutto tutt'intorno sembra impossibile
tutto tutt'intorno poco credibile……

Io sto in campana e mi guardo attorno
i GRRRR dei cingoli scuotono la terra
mentre i BRRRR meccanici affogano
nei fischi sconvolgenti dei decolli
e in ogni dove del visibile
frastuono della macchina bellica
sale grandiosa al cielo tropicale
mentre uomini dall'espressione spettrale
MONTANO SOPRA I PEZZI……..

Quando poi a un'analisi più approfondita
di questa ricca collezione di nuovissime armi
davvero riesce a stupirmi l'idea di come
il trascorrere di cento secoli ed oltre
non abbia mutato di un pelo l'idea della morte
e di come semmai dispensarla
AU AU AU AAA AU AU AU……
La clava, la mazza ferrata che calava proterva
assestata dall'alto in modo comico
NON SI DISCOSTA AFFATTO DALL’ATOMICA……
che dall'alto cala anch'essa provocando
la stessa reazione di immane sgomento
a chi la prende sulla testa
e di totale annichilimento….PER CHI RESTA…..!

Guerra senza terra per la via
‘a guerra nasce spesso “sott’attac’e l’diozia”
guerra cominciata agli inizi della vita
ha due milioni d’anni e non è mai finita

Zulù :"Questa canzone parla di guerra, e non c'è niente di strano che i 99Posse parlino di guerra, che i Bisca parlino di guerra, e non c'è niente di strano che qualcuno duemila anni fa parlasse di guerra. Quello che suona un po' strano è che chi parlava di guerra duemila anni fa, ne parlava esattamente negli stessi termini in cui ne parliamo noi oggi. Questo qualcuno era Tacito, e le parole che seguono le ha scritte lui"

"Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla vostra sete di totale devastazione, andate a frugare anche il mare. Avidi se il nemico è ricco, arroganti se è povero. Le terre dell'oriente e dell'occidente non vi possono saziare, solo voi bramate a possedere con tale smania ricchezza e miseria. Rubano, massacrano, rapinano, e con falso nome, lo chiamano impero, rubano, massacrano, rapinano, e con falso nome, lo chiamano ordine. E infine dove fanno il deserto dicono che è la pace". 


99 Posse

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UN FILM DA VEDERE

23
nov 2005
by Sammy

LORD OF WAR   a sostegno della campagna Control Arms

In Lord of war recito la parte di Yuri Orlov, un commerciante di armi senza scrupoli che coi suoi traffici è coinvolto nei conflitti di ogni parte del mondo. Sfortunatamente, il film descrive la realtà nuda e cruda.

 

 

 

 

I responsabili di crimini inimmaginabili continuano a ricevere fucili d’assalto e lanciamissili dai trafficanti, grazie alla complicità dei governi. Per fermarli ci sono ben poche limitazioni. Nel film, l’agente dell’Interpol Jack Valentine (interpretato da Ethan Hawke) dice a Yuri: “Tu diventi ricco dando alle persone più povere del pianeta gli strumenti con cui ammazzarsi l’uno con l’altro”. La mancanza di controlli sul commercio delle armi e il traffico globale contribuisce alla morte di centinaia di migliaia di uomini donne e bambini ogni anno. Innumerevoli altri sono torturati, mutilati o costretti a fuggire dalle loro case. Tu puoi fare qualcosa per fermare questo inutile bagno di sangue, attraverso Amnesty International e Control Arms, una campagna internazionale che chiede ai governi migliori controlli sul commercio mondiale di armi. Mi auguro che ti unirai a me in questa azione: grazie al tuo contributo attivo, potremo fare la differenza! Grazie!
Nicolas Cage

Se pensate che sia facile fare un film sul commercio delle armi, vi state sbagliando. Il mio nuovo film, Lord of war, è stato rifiutato da tutte le grandi case di produzione di Hollywood. Alla fine, il film ha ottenuto finanziamenti indipendenti ed è stato possibile portarlo a termine solo perché il cast – Nicolas Cage, Ethan Hawke, Jared Leto, Bridget Maynahan, Eamonn Walzer e Ian Holm – hanno accettato una riduzione dei loro compenso. Il film mette in luce i traffici di armi, il ruolo svolto dai vari Strati e il completo fallimento dei governi di fermare il commercio incontrollato delle armi. Se pensate che si tratti di un problema troppo grande, voglio dirvi che basta un piccolo contributo da parte di ognuno di voi per arginarlo. Unitevi agli attivisti di Amnesty International in ogni parte del mondo per domandare tutti insieme che siano istituiti controlli internazionali sulle armi. Sostenete Amnesty International e la campagna internazionale Control Arms. Agite adesso, mostrate al mondo la vostra voglia di fare qualcosa. Grazie!
Andrew Niccol, regista

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