Guido Tallone
Ali e Radici per il nostro Paese
È quello che insegna un detto indiano: capacità di volare e piedi ben piantati per terra. È quello che vorremmo dalla politica. Invece di restare “dentro il televisore”.
Una saggia espressione indiana afferma che due cose soltanto è bene consegnare a chi cresce: Ali e Radici. Ali per educarsi a volare; per imparare a pensare in grande e per non restare prigionieri della mediocrità che incatena il futuro, sempre. Ma anche Radici. Perché ciascuno di noi resti con i piedi ben piantati per terra e pronto a ringraziare chi ci ha preceduti e ci ha consegnato il mondo che oggi siamo chiamati ad abitare.
Ali e Radici dunque per il nostro Paese e per la nostra Costituzione. Un accostamento insolito, è vero. E soltanto la saggezza indiana poteva obbligarci a pensare il mondo con questa robusta e solida leggerezza. Proprio ora che siamo chiamati, da una parte, a volare in alto in occasione delle prossime elezioni politiche e, dall’altra, a difendere le nostre radici rappresentate da ciò che può e deve essere definito come il nostro testo per eccellenza: la Costituzione Italiana nata dalla Costituente di sessanta anni fa.
Scadenze e ricorrenze impegnative. Compreso il ricordo e il sessantesimo anniversario del voto alle donne. Negato (il voto alle donne) fino al 1946 non per cattiveria o per teorizzare chissà quale discriminazione, ma semplicemente per la “loro tutela”! Ed è questo uno dei più pericolosi e insidiosi paradossi del nostro convivere: negare alcuni diritti all’altro perché lo si vuole difendere e tutelare! Una storia che si ripete. Ieri era la volta delle donne. Oggi il ritornello lo si ritrova in tante semplificazioni che coinvolgono gli immigrati, i giovani ed i loro stili di vita e di consumo, chi cerca lavoro (e trova invece precarietà e flessibilità!), chi insegue sicurezza sociale e si vede riproposta la solita litania dell’ordine pubblico… Un lungo elenco di diritti negati in nome della tutela dell’altro. Un procedere spesso già visto. Soprattutto per chi ha il coraggio di staccare gli occhi dal virtuale e prova ad incontrare (e a cercare) il mondo così come questo si manifesta in tutta la sua autenticità e verità. Perché anche va detto e vorremmo provare a dire e a ri-badire. Il nodo, la priorità, l’urgenza e la sfida principale che la politica italiana è chiamata ad affrontare in queste settimane non è come, dove, quando e/o con quale moderatore avverrà il confronto tra i leader dei due schieramenti del centrosinistra e centrodestra.
Ciò che in molti chiedono, propongono e si augurino è il “fuori dal televisore”, per favore. In strada, al mercato, in ospedale o nelle nostre scuole, in carcere e nelle fabbriche: scendete a cercarci lì – gridano ormai in molti – dove la vita si consuma con il suo tasso di verità e di sofferenza che nessuna televisione o talk-show sarà mai in grado di evidenziare o di presentare. Non si tratta di forzare la demagogia. Semplicemente si vorrebbe segnalare che si sta forzando il virtuale. E quella Costituzione per la quale tanti giovani (troppi!) sono morti, è severa quando la posta in gioco per il nostro Paese sono giustizia, libertà, partecipazione e serietà nella solidarietà.
Si sono appena concluse le Olimpiadi torinesi. Scrivo da questa città testimone del fascino e delle contraddizioni che questo straordinario evento ha proposto al mondo intero. E tra pochi giorni prenderanno il via le para-olimpiadi: la “parola” più alta ed efficace contro ogni discriminazione e ghettizzazione della diversità.
Un forte invito a spostare in avanti la linea del difficile o dell’impossibile per non sentirsi mai arrivati. Per continuare a credere che è necessario maggior impegno, più rabbia, più determinazione e più giustizia.
Su questo versante siamo attesi nei prossimi mesi. Per continuare ad essere nel solco della storia vera, quella che si vive e si consuma nelle strade e dove i nostri “amici” soffrono, sperano e ci attendono. Un piccolo invito ed un forte augurio: nessuna politica debba nascere, vivere e consumarsi nello schermo. Candidati uscite, scappate da quella trappola e scendete in strada. Saremo anche noi con voi, al vostro fianco. Con le sole realtà che il nostro CNCA vuole consegnare a chi ci vuole governare con fame e sete di giustizia: Ali e Radici. Per volare in alto e per non tradire la nostra Costituzione. Quella vera. Quella scritta sui monti, con il sangue e con la vita di tanti, tantissimi ragazzi. A loro abbiamo chiesto in prestito le Ali e sono loro che ci hanno chiesto di non tagliare le nostre Radici.
Dopo anni di proclami, annunci e minacce, la casareccia "war on drugs" di Fini e compari ha raggiunto l'obiettivo di scrivere un nuovo capitolo di tolleranza zero all'italiana in materia di droghe.
Proprio alla sua scadenza il moribondo governo Berlusconi è riuscito a varare, mimetizzata in un decretone sulle Olimpiadi Invernali, la più proibizionista legge sulle droghe di cui si abbia memoria in questo paese.
Pene da sei a venti anni per la detenzione di qualunque sostanza compresa la cannabis, equiparazione tra droghe leggere e pesanti e, di fatto, tra spaccio e consumo, agevolazione delle comunità terapeutiche private a scapito del servizio pubblico.
Non erano sufficienti le decine di migliaia di ragazze e ragazzi segnalat@ ogni anno alle prefetture, costrett@ ad umilianti analisi periodiche delle urine e soggett@ a sanzioni amministrative anche pesanti (ritiro della patente, del passaporto ecc.), nè le carceri italiane strapiene di uomini e donne in galera per reati connessi al consumo e allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Un clima da coprifuoco sociale è in agguato, la criminalizzazione dei comportamenti e delle scelte può colpire chiunque di noi.
Il rischio è di essere rinchius@ in nuove carceri privatizzate o in segreganti comunità terapeutiche anche solo per qualche spinello.
E' il momento di rivendicare stili di vita, libertà individuali e scelte consapevoli, per chi assume sostanze psicoattive ma anche per chi non ne fa uso, così come per gli operatori del settore, perchè "giusto o sbagliato non può essere reato".
E' il momento di rilanciare sulla depenalizzazione totale del consumo, anche a livello amministrativo, e sul'uso della cannabis a scopi terapeutici. E' il momento di mobilitare corpi e coscienze contro questa idiozia repressiva.
ROMA 11 MARZO 2006
STREET PARADE NAZIONALE ANTIPROIBIZIONISTA
ore 16 da piazza della Repubblica
Il proibizionismo è sulle tue tracce... muoviti veloce!
m.d.m.a. - movimento di massa antiproibizionista
Convegno Nazionale
“Dove e come nasce la Democrazia”
Scuola e Cultura della legalità
Il convegno intende approfondire due aspetti dell’educazione alla cittadinanza e alla legalità democratica. In primo luogo il tema delle nuove cittadinanze, che porta con sé la riflessione sui valori della Costituzione Italiana e si intreccia anche con le pratiche di protagonismo giovanile. In secondo luogo il tema della competenza professionale, intesa come necessità di individuare le caratteristiche necessarie al buon svolgimento dell’educazione alla cittadinanza e alla legalità democratica da parte di docenti e operatori.
Su entrambi i temi si intende riflettere in modo corale attraverso la teoria e le prassi costituite.
Il convegno è rivolto a dirigenti scolastici, docenti di ogni ordine e grado, operatori del settore e studenti.
programma
Vi ricordate dei proclami allarmistici del nostro caro ministro Pisanu?
I rischi seri per le Olimpiadi dovuti al pericolo anarco-insurrezionalista e trovate giornalistiche varie. Non si sono verificati, come mai?
I giornalisti asserviti e gli organi di governo, sicuramente alla domanda risponderanno che la tregua olimpica è stata rispettata grazie ad un oculato e tempestivo controllo dei servizi segreti e delle polizie dei vari stati che hanno partecipato alla sorveglianza per il buon andamento dei giochi e che bisogna innanzitutto ringraziare il prefetto per l'ottimo coordinamento tra le varie forze impegnate in uno sforzo immane per tale evento.
Invece la volete sapere la realtà?
NON E' SUCCESSO UN CAZZO, PERCHE NESSUNO AVEVA INTENZIONE DI METTERE IN PERICOLO LE OLIMPIADI.
L' intento di qualche timida protesta durante il percorso della fiaccola era quello di porre l'accento su vari sponsors che versano molti soldi per finaziare le olimpiadi per un ritorno mediatico, ma che ne versano molti di più per finanziare le guerre e che per noi era importante denunciare l'aspetto immorale di tale meccanismo.
Le olimpiadi di per se conservano uno spirito di fratellanza e di pace indiscutibile, ma purtroppo spesso sono finanziate da multinazionali che sono l'antitesi dei valori morali.
L'unico pericolo reale sulle olimpiadi è invece arrivato proprio dal governo che pochi mesi prima dell'inizio con un decreto decise di chidere i rubinetti al Toroc costringendo il comitato organizzatore a ricorrere ai gratta e vinci ed al comune di Torino a farsi da garante con le banche per riucire ad arrivare al traguardo. Gesto che ha provocato lo stupore delle varie agenzie giornalistiche internazionali che ritenevano impossibile che lo stesso governo mettesse in pericolo l'evento. Non a caso Castellani ieri sera si è limitato a ringraziare il comune e la regione, chissà perchè?
Allora Pisanu di quali anarco-insurrezionalisti parlava? Forse gli converrebbe guardarsi intorno





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