Save the Children: violazioni dei diritti dei minori nei Cpt
Tale prassi rappresenta una grave violazione dei diritti dei minori ed è in contrasto con la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e la legge italiana, in base alle quale i minori non accompagnati non possono in alcun caso essere trattenuti presso i centri di identificazione o di permanenza temporanea.
Secondo quanto risulta a Save the Children, alcuni minori vengono trattenuti nei centri di detenzione essendo erroneamente identificati come maggiorenni dalle forze di pubblica sicurezza, o sulla base delle loro stesse dichiarazioni, o perché gli esami radiologici effettuati al fine dell’accertamento dell’età forniscono come risultato un’età superiore alla loro reale età anagrafica. Questi esami, infatti, presentano sempre un margine di errore e sono scarsamente affidabili, tanto che l’ONU e la stessa normativa italiana raccomandano agli Stati di dare sempre il beneficio del dubbio agli adolescenti la cui minore età sia incerta. L’errata valutazione dell’età può avere gravissime conseguenze sulla vita del minore: se identificato come maggiorenne, infatti, il minore può essere detenuto, respinto o espulso senza alcuna tutela.
Save the Children ha rilevato infine che i minori non accompagnati che non sono trattenuti vengono in genere collocati in strutture di accoglienza non specifiche per minori, e inadeguate a garantire pienamente i loro diritti. Anche per questo, moltissimi minori si allontanano da tali strutture e restano così senza alcuna tutela e protezione, esposti a rischi di sfruttamento e abuso.
Save the Children chiede dunque al Ministero dell’Interno e alle altre istituzioni competenti che:
1. siano pienamente rispettati i diritti dei minori stranieri in conformità alla Convezione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e alle altre norme internazionali e nazionali, e in particolare che in ogni provvedimento riguardante i minorenni si tenga conto del “superiore interesse del minore” come considerazione preminente rispetto ad ogni altra (compreso il contrasto dell’immigrazione clandestina);
2. i minori stranieri non accompagnati non siano in alcun caso trattenuti in Centri di permanenza temporanea e assistenza o in Centri di identificazione, come previsto dal D.P.R. 303/2004, art. 2, c. 5 e dalla Convezione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, art. 37, e che siano predisposte misure alternative al trattenimento nel caso di minori accompagnati dai genitori e, ove venga comunque disposto il trattenimento, sia effettuato in luoghi separati dagli altri adulti e con modalità tali da garantire i diritti fondamentali del minore;
3. siano adottate misure adeguate e affidabili per l’immediata identificazione dei minorenni, sia garantito il beneficio del dubbio agli adolescenti la cui minore età sia incerta - come raccomandato dall’Onu agli Stati e come previsto, con riferimento alla giustizia penale, dalla normativa italiana (D.P.R. 448/88) - e non siano mai adottati provvedimenti gravemente lesivi dei diritti del minore quali l’espulsione, il respingimento o la detenzione sulla base di metodi per l’accertamento dell’età i cui risultati implicano sempre un margine di errore;
4. i minori stranieri non accompagnati non vengano mai respinti in frontiera senza che siano state condotte le necessarie indagini per rintracciare i familiari, nel rispetto dell’obbligo di protezione dei minorenni da parte dello Stato sancito dalla normativa internazionale e nazionale;
5. i minori siano adeguatamente informati in merito ai diritti riconosciuti dallo Stato ai minorenni e ai rifugiati e alle relative procedure, abbiano accesso a un’adeguata consulenza e assistenza legale e sia loro effettivamente garantito il diritto di ricorso davanti all’autorità giudiziaria;
6. siano adottate tutte le misure necessarie perché ai minori non accompagnati sia garantita la stessa protezione e gli stessi diritti riconosciuti ai minori cittadini, secondo quanto stabilito dalla Convezione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (artt. 20, 22) e dalla legislazione nazionale, con riferimento all’immediato collocamento in una struttura di accoglienza adeguata, all’apertura della tutela, al diritto alla salute e all’istruzione, al rintraccio dei familiari ecc., e siano predisposte, nelle regioni interessate dagli sbarchi, adeguate strutture di accoglienza specificamente destinate ai minori.
Scrivo quest'articolo dopo aver letto I bambini delle fogne di Bucarest di Massimiliano Frassi: è un libro che segna veramente tanto una persona.
Come si fa a violentare bambini di 15 mesi? E non solo: bambine cresciute solo per servire quei porci di turisti, che vanno lì solo per godere con bambini di 10 anni che li toccano e che fanno provare loro piacere…
Questi uomini, se così si possono chiamare, sfruttano i bambini facendoli vivere nella miseria, facendoli convivere con ricordi che rimarranno per sempre nelle loro menti.
Bambini con la sigaretta in mano, con il sacchetto della colla (per chi non lo sapesse è una droga, peggiore della coca), con la sifilide, con la tigna e con l'aids. Vivono nelle fogne, con topi, scarafaggi ed escrementi; molti si chiederanno come sia possibile, e invece è proprio vero, questo è quello che accade a Bucarest…
Dopo aver letto questo libro ho pensato a quanto sono fortunata, a quanto siamo fortunati noi e a quanto siamo felici, al contrario di loro che si accontentano di un semplice sorriso di un amico.
I turisti che si recano là, con uno solo di quei sorrisi, riescono a guadagnarsi la fiducia dei bambini, per poi sfruttarli per i loro comodi… Anche in mezzo alla strada, se vedono un bambino piccolo, gli vanno vicino con un semplice sorriso, si tirano giù i pantaloni e lo obbligano a soddisfare ogni loro desiderio.
Poveri bambini… come si fa a violentarli? loro che vorrebbero solo riuscire a vivere senza essere sfruttati per esaudire la volontà degli altri.
Spesso i turisti, quando li violentano, trasmettono loro l'aids e magari capita che mettano incinte bambine di 14 anni, che poi concepiscono altri bambini contagiati anch'essi dall'aids, che vivranno per strada e che verranno anch'essi violentati, perché questa è la sorte di tutti i bambini di Bucarest.
Finisco dicendo che sarebbe bello se questi bambini avessero un futuro davanti a loro, cosa che per ora non hanno…
Marta Penati, Istituto VIRGILIO, Milano
il capo di Forza Italia parla meneghino ma nel cuore è palermitano «La Fininvest è nata da Cosa Nostra» Lo tengono in piedi perché rappresenta i loro interessi al Nord, è il loro "figlio di buona donna"
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| bresciaLa guerra è aperta da tempo. Ma ora entra in campo l'artiglieria pesante. E se alle accuse di mafia che da tempo Bossi lancia contro Berlusconi, il Cavaliere risponde col silenzio, adesso il Senatur ha deciso di alzare il tiro. «Tanto per essere chiari, per far capire alla gente», replica ad un congressista che aveva criticato la «politica dell'insulto» del segretario leghista. L'attacco di Umberto Bossi a Silvio Berlusconi, è durissimo. Il segretario della Lega Nord nel corso del suo intervento al Congresso straordinario del Carroccio, ha più volte dato del "mafioso" a Berlusconi. Da tempo il leader leghista, durante gli innumerevoli comizi, aveva indicato nel Cavaliere «l'uomo di Cosa Nostra». Al congresso, la tesi è diventata ufficiale. «L'uomo di Cosa Nostra» viene citato decine e decine di volte. E con lui tutte le aziende che fanno capo al leader di Forza Italia. L'anomalia italiana è lì: se ne devono convincere in primo luogo tutti i delegati, poi l'opinione pubblica.«La Fininvest - ha affermato Bossi - ha qualcosa come trentotto holding, di cui sedici occulte. Furono fatte nascere da una banca di Palermo a Milano, la banca Rasini, la banca di Cosa Nostra a Milano. E a Palermo hanno preso un meneghino per rappresentare i loro interessi. La verità è che se cade Berlusconi cade tutto il Polo, e al Nord si prende tutto la Lega. Ma non lo faranno cadere: perché sarà pure un figlio di buona donna, ma è il loro figlio di buona donna, e per questo lo tengono in piedi». Se l'ex-Capo dello Stato Francesco Cossiga negli ultimi due giorni è andato giù durissimo nei confronti del Cavaliere, Bossi non è certo stato da meno. Anzi, ha alzato il tiro, entrando anche nei dettagli, quando ha parlato della Banca Rasini, delle holding occultate, della nascita della prima tv berlusconiana, del partito degli azzurri. «Un palermitano - ha affermato Bossi - è a capo di Forza Italia. Perché Forza Italia è stata creata da Marcello Dell'Utri. Guardate che gli interessi reali spesso non appaiono. In televisione compaiono volti gentili che te la raccontano su, che sembrano per bene. Ma guardate che la mafia non ha limiti. La mafia, gli interessi della mafia, sono la droga, e la droga ha ucciso migliaia e migliaia di giovani, soprattutto al Nord».Eppoi ancora, come in un crescendo: «Palermo ha in mano le televisioni, in grado di entrare nelle case dei bravi e imbecilli cittadini del Nord»; «Silvio è uomo della P2, cioè del progetto Italia»; «La Banca Rasini è la banca di Cosa Nostra a Milano»; «Berlusconi ha fatto ciò che ha voluto con le televisioni, anche regionali, in barba perfino alla legge Mammì»; «Berlusconi parla meneghino ma nel cuore è un palermitano».«L'uomo di Cosa Nostra»: Bossi, nelle tre ore d'intervento, ha indicato spesso il disegno dietro il palco in cui era raffigurato alle spalle di Berlusconi, un sicario siculo con lupara e coppola.Dopo aver ricordato i molti «giovani del Nord morti per droga», Bossi ha aggiunto: «Molte ricchezze sono vergognose, perché vengono da decine di migliaia di morti. Non è vero che "pecunia non olet". C'è denaro buono che ha odore di sudore, e c'è denaro che ha odore di mafia. Ma se non ci fosse quel potere, il Polo si squaglierebbe in poche ore. Ecco il punto». |





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