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Archivio Aprile 2006

Per chi non l'avesse capito in guerra si muore.

Muoiono i bambini, muoiono le donne , muoiono gli anziani, muoiono i civili in genere ed a volte guarda un pò muoiono anche i militari.

E' comprensibile provare "Dolore  e sgomento" per i morti italiani, ma per non essere ipocriti bisognerebbe provarlo costantemente e per tutti i morti, dal momento che si inizia la peggiore delle creazioni dell'uomo: la guerra. 

 

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SU FEDERICO

28
apr 2006
by Sammy

Nunzio Santalucia è un medico tossicologo che opera in Toscana e da anni si occupa di tossicodipendenze.

Dottore, considerati i livelli di sostanze stupefacenti riscontrati nel sangue, che tipo di comportamento avrebbe dovuto tenere Federico quella notte?

Premetto che è difficile rispondere a questa domanda, perché bisognerebbe considerare una serie di fattori, come lo stato d'animo di base e eventuali fattori esterni che potrebbero averlo alterato. Possiamo supporre che la chetamina associata all'alcol dia effetti lievemente euforici, anche se mi sembra strano che con questi livelli una persona possa arrivare a provocarsi quel tipo di escoriazioni rilevati dalla perizia. Perché, appunto, l'atteggiamento potrebbe essere euforico e non aggressivo o violento. C'è poi da considerare l'effetto della morfina, che andrebbe valutato anche in base al tipo di assuefazione del soggetto. Questo, ovviamente, non posso saperlo

La perizia sostiene che il livello di morfina, soprattutto quello riscontrato nella bile, è abbastanza alto, tanto che in letteratura si riscontrano casi di persone morte per overdose con dosi molto più basse

Questo è possibile, ma allora l'atteggiamento avrebbe dovuto essere molto diverso: se ci trovassimo di fronte a un caso di overdose, o vicino a quello stato, il soggetto si sarebbe presentato quasi addormentato, con respiro e battiti del cuore rallentati

I periti della Procura sostengono che questo livello di dosaggi provoca una condizione di «stress» nella quale si attivano meccanismi complessi a carico del sistema cardiovascolare e respiratorio. E' possibile?

Sappiamo che la morfina diminuisce il battito cardiaco e la frequenza respiratoria. Questa è la famosa overdose della morfina. Poi c'è l'alcol che è un vaso dilatatore e depressore del sistema nervoso centrale. La chetamina invece ha l'effetto inverso, più di segno attivante. Dai valori che leggo non possiamo capire come si siano controbilanciati i due effetti. Tuttavia, a mio avviso, emerge una contraddizione nella perizia: da un lato, infatti, si riconosce l'effetto depressorio della morfina sul sistema respiratorio. Dall'altro, però, non si riconosce che la morfina ha lo stesso effetto anche sul sistema cardiocircolatorio. Quindi, la morfina avrebbe rallentato il respiro, ma non avrebbe avuto lo stesso effetto sul cuore, che nel frattempo era accelerato dalla funzione della chetamina. Questo è molto strano: perché o la morfina è abbastanza forte da rallentare tanto il respiro che il battito del cuore, oppure il livello è talmente basso da non avere alcun effetto

Per restare alla morfina, le perizie legano la presenza di questa sostanza all'assunzione di eroina. E' corretto?

Il valore di morfina ematica totale non significa sicura assunzione di eroina, anche perché risulta assente la Monacetilmorfina, che è un derivato metabolico dell'eroina, a sua volta un derivato semisentitico della morfina, si chiama Nacetilmorfina.

LA MORTE DI FEDERICO

LA MORTE DI FEDERICO1

 

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«Le scuse di Bertinotti non sono sufficienti» ha detto il diplomatico a Sky Tg24. «Non capisco perché era necessario, in una festa italiana, dimostrare contro Israele, bruciando la bandiera del nostro Paese - ha aggiunto Gol -. Bertinotti e altri della sinistra devono fare il massimo per fermare questi gruppi militanti, questo odio contro Israele. Devono iniziare un lungo processo di educazione». «I manifestanti di ieri - ha precisato l'ambasciatore israeliano - non sono il governo italiano, ma fascisti della sinistra italiana. Il governo italiano negli ultimi 5 anni ha fatto il massimo per ampliare le relazioni con Israele, non solo per amicizia, ma anche per servire interessi italiani giocando una politica bilanciata e costruendo rapporti con il mondo arabo. Credo ha concluso Gol che il governo futuro debba continuare con questa politica, ma penso che alcuni componenti siano anti-israeliani. I componenti seri della sinistra devono fare di tutto per bloccare queste fonti estremiste».

 

Le scuse non bastano?  Come insegna Einstein: tutto è relativo, allora cosa consideriamo più grave bruciare una bandiera o sterminare una popolazione con l'avvallo delle grandi potenze mondiali? 

Occupazione israeliana: 970 violazioni denuciate dal Palestinian National Center for Information.

Gaza, 26/04/2006

Nella sua relazione periodica, il Palestinian National Center for Information (PNCI) ha pubblicato una relazione in cui si denunciano le continue violazioni dei diritti umani palestinesi.
Il Centro ha dichiarato che tra il 14 e il 18 aprile ci sono state 970 violazioni dei diritti umani, che hanno causato la morte di 4 palestinesi e il ferimento di 68.

Il report sottolinea che i militari israeliani hanno fatto uso estremo della forza in tutte aree della Palestina, ed elenca le misure coercitive adottate: sparatorie, bombardamenti di zone residenziali, costruzioni di barriere per impedire la libera circolazione dei palestinesi, isolamento di città e villaggi, confisca di terre, costruzione di insediamenti e del Muro di separazione, irruzione nelle abitazioni private e negli spazi pubblici, arresti.

LE SCUSE NON BASTANO!!!

 

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PER SEMPRE CARLO

27
apr 2006
by Sammy

DESTINA IL 5 PER MILLE DELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI AL COMITATO PIAZZA CARLO GIULIANI


Genova 2001, io non dimentico!
sostieni le spese legali per i processi di Genova,
con il 5 x 1000

Quest'anno sarà possibile devolvere il 5 per mille della propria dichiarazione dei redditi ad associazioni ed enti.

Il Comitato Piazza Carlo Giuliani o.n.l.u.s. è fra i possibili beneficiari del 5 per mille.

Una nuova norma infatti introduce il 5 per mille: si tratta di un contributo destinabile, per decisione del contribuente, ad associazioni di volontariato, Onlus (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale), ricerca scientifica...

Non sono soldi in più, ma già destinati allo Stato.

Questa scelta non cambia nulla per il contribuente, nè in aggiunta nè in sottrazione alla cifra "dovuta" al fisco, ma può cambiare molto per i processi in corso a Genova.

I Comitati Piazza Carlo Giuliani e Verità e Giustizia per Genova chiedono di sostenere la Segreteria Legale impegnata nei processi in corso a Genova (
ai 25+1, Diaz e Bolzaneto), anche in questa forma per chi compila il modello 730 o il modello Unico compilando la scheda per la destinazione del 5 per mille:

1. immettendo i propri dati anagrafici e il proprio codice fiscale

2. firmando nel riquadro indicato come "sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale..." (il primo a sinistra dei quattro che si trovano nella dichiarazione)

3. indicando in quel riquadro il codice fiscale: 95075250100

Esempio di compilazione del modulo 730

I titolari di un solo reddito da lavoro dipendente o di una pensione che non devono presentare la dichiarazione dei redditi possono consegnare la scheda (come si fa anche per l'8 per mille) in busta chiusa ad un ufficio postale, a uno sportello bancario o a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, commercialisti, ecc).

I Comitati Piazza Carlo Giuliani e Verità e Giustizia per Genova

www.piazzacarlogiuliani.org
www.veritagiustizia.it

Facciamo festa al diritto alla vita
di Haidi Giuliani


da Liberazione - 11 marzo 2006

Ogni anno a Genova, per il 20 luglio, il Comitato Piazza Carlo Giuliani organizza una festa, aperta a tutti e a tutte, uomini, donne e bambini, con parole e suoni, con attori e musicisti amici, e risate, e panini, e vino biologico. Noi la chiamiamo la festa del diritto alla vita, perché non ci rassegniamo al silenzio e alle menzogne.

"La più grande violazione dei diritti democratici avvenuta in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale": non lascia spazio alle interpretazioni il giudizio di Amnesty International su quanto è stato fatto cinque anni fa. Già, le violenze di strada su manifestanti inermi, la Diaz, Bolzaneto, e prima ancora piazza Alimonda. Negato il diritto di manifestare solidarietà con i poveri del mondo; negato il diritto di dormire in un sacco a pelo; negato il diritto di attendere senza tortura che l'amministrazione della giustizia chieda scusa; negato il diritto di difendere gli altri e se stesso da una pistola armata, puntata minacciosamente e accompagnata dal grido "bastardi comunisti, vi ammazzo tutti". Negato il diritto di vivere, a Carlo come a Federico, per parlare dell'ultimo, no del penultimo, no del terzultimo, perché quel diritto è troppo spesso violato e ancora non riusciamo a garantirlo neppure nei paesi dello sviluppo e del benessere.

Altrove non fa neppure notizia. Le persone che muoiono a milioni ogni anno, di fame, di sete, di malattia: perché il cibo glielo hanno tolto da secoli con la monocoltura; l'acqua non gliela danno perché un pozzo costa come la paga settimanale di un soldato mandato ad ucciderle; le medicine non gli permettono di produrle senza licenza e con la licenza alcune costano come dieci anni del loro salario. Che sia colpa del nostro sviluppo e del nostro benessere?

Muoiono a milioni i bambini, ma c'è chi si preoccupa di difendere un embrione e impedisce la ricerca che potrebbe salvare delle vite già sbocciate. Che importa: quelle non sono rose, hanno solo antiestetiche spine. Che sia colpa della nostra monocentrica visione del mondo?

Muoiono esseri umani, a centinaia di migliaia, sotto le bombe democratiche sganciate da aerei che hanno i simboli e le bandiere della democrazia, o colpiti da armi totalitarie fornite a chi le impugna da fabbriche democratiche di paesi dei quali si esalta la democrazia. Che sia colpa dei nostri affari e dei nostri interessi commerciali?

Come schiavi, lavorano ogni giorno, dodici e più ore al giorno, per mezzo dollaro, che è meno di mezzo euro, noi ci prendiamo al massimo un caffè dalla macchinetta. E producono i nostri vestiti, le nostre borsette, le nostre scarpe, le nostre magliette, che quindi si vendono a meno che se le producessimo qui da noi, ma costano ancora meno e garantiscono margini enormi. Che sia colpa del nostro profitto?

Vengono a lavorare anche da noi, in nero ovviamente. Poco importa se clandestini, anzi meglio, così la schiavitù aumenta. Tanto chi inneggia alla legalità non comincia mai dalla testa, cioè da chi li sfrutta, ma sempre dal fondo, da loro, dagli ultimi. Che sia colpa del nostro egoismo?

E ce ne parlano, nei telegiornali o in quei dibattiti un po' noiosi, o un po' scomposti, nei quali si duella sul nulla. Ci dicono: vedete, se non ci fosse il libero mercato, se non ci fosse la nostra democrazia, anche noi staremmo così male. Quindi difendiamo il mercato, difendiamo la democrazia. E avanti, con i salti sullo stomaco di un poveraccio steso per terra senza difese, raccogliamo firme di solidarietà: solidarietà con gli aggressori, ovviamente. Che sia colpa della nostra follia?

Ci fanno vedere le donne velate, col burka. Dicono che adesso ce ne sono di meno, dipende dall'inquadratura. E qui, per farci apprezzare la differenza, parlano delle quote rosa. E intanto il burka lo mettono anche a noi, negandoci il diritto alla memoria, confondendo perfino i partigiani con i repubblichini di Salò. Ci mettono il burka della "superiorità occidentale", dell'"emergenza sicurezza", della paura dell'altro, del "diverso". Il burka dei falsi bisogni, con l'ansia per un lavoro che oggi c'è e domani chissà. Il burka di una scuola concepita come un'azienda, anziché come un laboratorio di cultura, dove i nostri figli e le nostre figlie devono competere, anziché crescere serenamente e formarsi ciascuno la propria personalità.

Ecco, sono tanti i diritti per i quali è giusto impegnare la nostra disponibilità e tutte le nostre forze. Forse li possiamo riassumere nel diritto al rispetto, alla dignità di ciascuno. Perché per ogni problema, misurato col metro del rispetto e della dignità, si può trovare la giusta collocazione, una soluzione corretta. Forse li possiamo riassumere nel diritto alla vita, per la quale è giusto continuare a fare festa.

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