Archivio Agosto 2006
GENOVA - Mario Placanica, l'ex carabiniere accusato e poi prosciolto per la morte di Carlo Giuliani durante il G8 di Genova, intende chiedere un risarcimento alla famiglia del ragazzo ucciso a Piazza Alimonda: vuole i danni per il suo mancato reintegro nell'Arma e per non aver più trovato un impiego.
Ferma e immediata la replica di Heidi Giuliani, madre di Carlo: "Placanica dovrebbe smettere di dire bugie e decidersi finalmente a dire una parola di verità su quanto è accaduto in piazza Alimonda". E ribadisce: "Non continui a piangere miseria dopo le raccolte di denaro che ci sono state, perché se non glieli hanno mangiati tutti gli avvocati, di soldi dovrebbe averne molti".
Placanica, che durante gli scontri del 2001 a Genova era carabiniere di leva, è stato congedato la primavera scorsa dall'Arma perché considerato "permanentemente non idoneo al servizio militare in modo assoluto". In precedenza aveva inoltrato una richiesta di reintegro motivata con "l'infermità permanente residuata in conseguenza delle lesioni e dei traumi da lui riportati a causa della violentissima aggressione" del 20 luglio 2001. L'Arma dei carabinieri gli ha, però, presentato la notifica che metteva fine alla sua carriera. Ora, assistito dai suoi legali, ha deciso di chiedere i danni. E ha trovato il sostegno dell'onorevole Filippo Ascierto, responsabile della sicurezza di Alleanza Nazionale: "E' lui la parte lesa perché ha subito un grosso trauma ed ha perso il lavoro. Mi sembra che sia troppo chiedergli dei soldi".
da Repubblica
Ferma e immediata la replica di Heidi Giuliani, madre di Carlo: "Placanica dovrebbe smettere di dire bugie e decidersi finalmente a dire una parola di verità su quanto è accaduto in piazza Alimonda". E ribadisce: "Non continui a piangere miseria dopo le raccolte di denaro che ci sono state, perché se non glieli hanno mangiati tutti gli avvocati, di soldi dovrebbe averne molti".
Placanica, che durante gli scontri del 2001 a Genova era carabiniere di leva, è stato congedato la primavera scorsa dall'Arma perché considerato "permanentemente non idoneo al servizio militare in modo assoluto". In precedenza aveva inoltrato una richiesta di reintegro motivata con "l'infermità permanente residuata in conseguenza delle lesioni e dei traumi da lui riportati a causa della violentissima aggressione" del 20 luglio 2001. L'Arma dei carabinieri gli ha, però, presentato la notifica che metteva fine alla sua carriera. Ora, assistito dai suoi legali, ha deciso di chiedere i danni. E ha trovato il sostegno dell'onorevole Filippo Ascierto, responsabile della sicurezza di Alleanza Nazionale: "E' lui la parte lesa perché ha subito un grosso trauma ed ha perso il lavoro. Mi sembra che sia troppo chiedergli dei soldi".
da Repubblica
-Fino a dove può arrivare la vergogna, l'avidità....mi sento male per lui. Vorrei che tutto questo fosse un incubo, vorrei capire come cazzo si riesca a trovare il coraggio di chiedere del denaro ad una madre che ha perso un figlio.
Se c'è un Dio spero che non abbia nessuna pietà per te-
Archivio Agosto 2006





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