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Archivio Ottobre 2006

VARIE NO TAV

07
ott 2006
by Sammy

SECONDO IL CAPO OPERATIVO DELLA DIVISIONE CARGO LE LINEE STORICHE SONO ANCORA LONTANE DALLA SATURAZIONE
Trenitalia frena sulla Tav - Marco Manfredini: i tempi non sono ancora maturi per l’alta velocità

Per Trenitalia cresceranno i flussi di trasporto per aerei e navi, non quelli per i treni
«Le linee storiche sono ben lontane dalla saturazione e i tempi non sono maturi per decidere la realizzazione di linee ad Alta velocità/capacità». Chi parla non è un leader del movimento No Tav valsusino, ma Marco Manfredini, direttore operativo cargo di Trenitalia. Il suo intervento gela la platea del convegno riservato che si è svolto nei giorni scorsi a Torino Incontra sul futuro dell’Interporto merci di Orbassano. Il ragionamento di Manfredini si inserisce in un’analisi dei flussi del traffico merci che prevede una crescita di domanda di trasporto su nave e aereo (che si utilizza prevalentemente per tratte superiori ai 1000 chilometri) e di staticità di quella su treno (tra i 400 e i 1000 chilometri) e cargo (inferiore ai 400 chilometri).

Se queste sono le tendenze allora diventa chiaro che per Trenitalia puntare sull’alta capacità significherebbe programmare investimenti non sostenibili visto che per il nuovo parco locomotive e il nuovo parco carri la necessità stimata è fra i 7000 e i 10 mila carri.

Certo Trenitalia è solo uno dei tanti attori pubblici che si muovono sulla scacchiera della Tav ma è evidente che in una situazione finanziaria dove il piatto piange quelle riflessioni possono avere un peso almeno dal punto di vista dell’indicazione delle priorità di spesa. Un esempio? Lunedì a Roma il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, commentando la Finanziaria spiegava: «E’ meglio un piano di edilizia popolare che la Tav in Val di Susa». Ferrero è di Rifondazione e da sempre contrario all’opera ma le sue parole aggiunte alla presa di posizione di Trenitalia suonano come un ulteriore campanello d’allarme per chi, come l’assessore regionale ai Trasporti, Daniele Borioli, crede nella necessità di realizzare il tunnel.

Spiega: «Il punto di partenza di Trenitalia capovolge la base di lavoro su cui in questi anni sono stati elaborati i progetti a partire da quelli dell’Unione Europea per finire con i documenti di Rfi. La realizzazione del tunnel di base è fondamentale per assicurare il riequilibrio modale del traffico merci». Borioli si dice convinto che «si tratta di una posizione di cui bisogna tener conto ma da non prendere troppo sul serio, è solo una posizione aziendale e le scelte strategiche vanno fatte in sede politica».

Si vedrà anche perché nei palazzi della politica la situazione si complica. Così se il sindaco, Sergio Chiamparino, tira fuori dal cassetto una vecchia proposta cara all’allora amministratore delegato di Rfi, Mauro Moretti, che punta alla valorizzazione dello scalo merci di Chivasso al posto dell’Interporto di Orbassano, Regione e Provincia fanno muro in difesa del collegamento con il Sito. E a Borioli che parla di una «scelta strategica» fa eco il presidente Antonio Saitta: «Parlare di Chivasso al posto di Orbassano vuol dire ignorare il grande sviluppo dell’Interporto e le potenzialità future. Rfi fa un mestiere, il compito degli enti locali è quello di valorizzare il territorio». Senza dimenticare che la cancellazione del collegamento di Orbassano rischia di far saltare il già fragile accordo con i comuni della Gronda.

Polemiche su un futuro ancora incerto. Oggi a Roma è prevista una nuova riunione della Conferenza Intergovernativa sulla Torino-Lione. Si parlerà soprattutto di fondi, quelli che l’Unione Europea dovrà stanziare per il periodo 2007-2013. Il rapporto De Palacio e i problemi di bilancio a Bruxelles potrebbero portare i due governi ad un’azione congiunta di Roma e di Parigi. Ieri con un comunicato stampa si sono fatti sentire i Sì Tav. Bruno Bottiglieri, segretario generale della Transpadana, spiega: «Se dalla Valle di Susa continueranno ad emergere esclusivamente posizioni pregiudizialmente contrarie alla Torino-Lione il governo dovrà procedere egualmente nella realizzazione dell’opera per rispettare gli impegni presi con l’Ue».

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DIEGO LONGHIN
REPUBBLICA 28/09
PIEMONTE ECONOMIA PAG IX
TAV, l'AUT AUT di Borioli

L’assessore regionale a Rfi: l’interporto non può essere tagliato fuori dalla linea.
“Se Orbassano resta escluso, niente via al progetto”
“Non si può dare il via libera ad un progetto che non comprenda il nodo di Orbassano”. Il responsabile dei Trasporti della giunta Presso, Daniele Borioli, fisa dei paletti sul tracciato della Torino – Lione studiato da Rfi. Il progetto, infatti, non comprende il collegamento con l’interporto di Orbassano, centro di smistamento dell’area metropolitana. Condizione indispensabile per l’assessore ai Trasporti. “Per noi si trattata di u punto irrinunciabile, altrimenti si taglia fuori le imprese torinesi – dice Borioli – non siamo contro l’alta velocità, ma bocciamo un progetto che non comprende Torino nel traffico delle merci”. Così come è stata studiata la tratta di Rfi, senza collegamento con Orbassano, l’impatto della Tav sull’economia sarebbe minimo perché le aziende che si occupano di logistica, pakaging e semilavorati, non avrebbero nessun vantaggio. Assisterebbero solo ad un passaggio di convogli, mentre i prodotti finirebbero nell’area milanese. “Questo non possiamo permettercelo – ha ribadito Borioli – si rifaccia il progetto anche 150 volte, ma Rfi deve inserire un corridoio che leghi la linea all’interporto”.

Per il responsabile dei trasporti della giunta Bresso è inutile una discussione che non vada oltre al semplice “si” o “no” sulla Tav: “Bisogna entrare nel merito dei progetti, delle modifiche, dei percorsi, lasciando da parte le posizioni ideologiche”.
Posizioni che invee hanno creato fibrillazioni alla Camera , dive Forza Italia e Udc ieri hanno presentato due mozione con l’obiettivo di spaccare la maggioranza. In particolare Fi, primo firmatario Valter Zanetta, mirava ad “impegnare il governo a concludere, entro il 30 settembre, le procedure di autorizzazione e di appalto dei lavori per realizzare l’opera”. Il documento dell’Udc puntava a far rientrare nella legge obiettivo la Torino – Lione. Entrambe le mozioni sono state bloccate. “L’opera rimane una priorità – ha detto il ministro alle Infrastrutture. Antonio Di Pietro – ma non si tratta di sbloccare i lavori, ma di riproggammare l’intero intervento”. Secondo il centrodestra si tratta dell’ennesima prova di divisione, all’interno della maggioranza, sul tema dell’alta velocità: “Non hanno presentato nemmeno una loro mozione – spiega Valter Zanetta – a noi interessa poco la paternità dei documenti, è importante che la Tav si faccia”. Il centrosinistra,in realtà, ha tentato di trovare un punto di equilibrio tra i diversi partiti per proporre un documento, senza successo. Per Guido Corsetto, coordinatore regionale di Forza Italia, “la sinistra si compatta solo quando si tratta di bocciare, di bloccare cantieri, di non portare opere al compimento”. Ma per l’Ulivo l’opposizione mira ad un gioco solo strumentale. “Ha il solo obiettivo di fare ostruzionismo e dimentica che per realizzare la Torino-Lione bisogna recuperare le condizioni politiche sul territorio – dice Pietro Marcenaro dei Ds – un lungo e difficile lavoro, e noi stiamo andando avanti su questa strada”. E Giorgio Merlo della Margherita aggiunge: “L’Ulivo non accetta nè pregiudiziali ideologiche né forzature innaturali, ma lavora concretamente per perseguire un obiettivo che resta decisivo e bisogna andare avanti, senza tentennamenti”.
Ieri vertice dei componenti italiani della Commissione intergovernativa italo-francese in vista della riunione della Cig a Roma il 4 ottobre. L’intenzione è quella di chiedere all’Ue un miliardo e mezzo di euro per proseguire l’opera.

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