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Archivio Dicembre 2006

NATALE CONTRO LA MAFIA

22
dic 2006
by Sammy

 

 

 

 

 

 

 

 

 AUGURI E GRAZIE A TUTTI VOI

 

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Il Gruppo Migranti Torino, con il Gruppo Abele, l'ARCI ed esponenti dell'ASGI organizza un'assemblea pubblica di tutti/e i/le migranti e gli/le antirazzisti/e per chiedere una nuova legge sull'immigrazione.

Sabato 16 dicembre 2006 alle ore 15
al SERMIG in piazza Borgo Dora 61 Torino

Alleghiamo alla presente il volantino da diffondere...
partecipate e fate partecipare...


Gruppo Migranti Torino

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Sono Piergiorgio Welby

11
dic 2006
by Sammy

Signor Direttore,

sono Piergiorgio Welby, che ha preso il posto di Luca Coscioni quale Presidente dell'Associazione radicale che porta il suo nome, e come esponente della costellazione di soggetti politici Radicali, nazionali e internazionali, che operano con e attorno al Partito Radicale.

Ormai, 77 "giorni" fa, mi sono rivolto pubblicamente, personalmente, politicamente, al Presidente della Repubblica, quale supremo Garante del rispetto della Costituzione, della legalità repubblicana; per ottenere finalmente l'esercizio del mio diritto naturale civile politico personale ad una mia morte - naturale -. Solo modo possibile per conquistare (anche in Diritto) pace per questo "mio" corpo altrimenti sempre più straziato e torturato. Sequestratomi, per una kafkiana imposizione "etica" dall'ordinamento e del potere burocratico, o anche a esso imposto. Dobbiamo tutti - credo- gratitudine per la qualità, l´importanza, della Sua risposta e delle Sue esortazioni che hanno indubbiamente consentito il grave e grande dibattito che unisce, anzichè dividere, coloro che vi partecipano, che non sono indifferenti.

Signor Direttore,

Come già Luca Coscioni, a mio turno sono oggi oggetto di offese e insulti, di pensieri, parole, aggressioni alla mia identità ed alla mia immagine, quasi non bastassero quelle perpetrate al corpo che fu mio e che, invece, vorrei, per un attimo almeno, mi fosse reso come forma - qual è il corpo - necessaria del mio spirito, del mio pensiero, della mia vita, della mia morte; in una parola del mio "essere".

Sono accusato, insomma, di "strumentalizzare" io stesso, la mia condizione per muovere a compassione, per mendicare o estorcere in tal modo, slealmente, quel che proponiamo e perseguiamo con i miei compagni Radicali e della Associazione Luca Coscioni, che ha ragione ormai antica e sempre più antropologicamente, culturalmente, politicamente forte; "dal corpo del malato al cuore della politica". O, ancora, non sarei, come già Luca Coscioni, che io stesso strumentalizzato dai "miei", così infamandoci come meri oggetti o come soggetti plagiati. (O indemoniati, vero... Signori?). Strumenti? Sono, invece, limpidi obiettivi ideali, umani, civili, politici.

Dalla mia prigione infame, da questo corpo che - per etica, s'intende - mi sequestrano, mi tornano alla memoria le lettere inviate alla... "politica" da un suo illustre, altro, "prigioniero": Aldo Moro. Pagine nobili e tragiche contro gli uomini di un potere che aveva deciso di condannarlo (anche lui per etica, naturalmente) a morte certa, anche lui ad una forma di tortura di Stato, feroce ed ottusa. Quelle pagine non potrei farle mie. Anche perché furono perfette, e lo restano.

Un pensiero, ancora, un interrogativo, un dubbio: dove sono mai finiti per tanti "credenti" Corpo mistico e Comunione dei Santi?

Comunque Addio, Signori che fate della tortura infinita il mezzo, lo strumento obbligato di realizzazione o di difesa dei vostri valori! Chi siano (e in che modo) i morti o i vivi che rimarranno tali quando saremo tutti passati, non sappiamo, né noi né voi.

Io auguro a voi ogni bene. Spero davvero (ma temo fortemente che così non sia), spero davvero che questo augurio vi raggiunga, si realizzi, perché questo "voi" oggi manca anche a me, anche a noi altri.

Per finire, grazie Signor Direttore per la sua tollerante attenzione. A questo mio estremo, ultimo tentativo di trasmettere parola. Grazie sincero,

Suo
Piero Welby

p.s. Chiedo - ringraziandoli fraternamente - alle oltre 700 mie compagne e compagni, antiche e nuovi, che sono in sciopero della fame, alcuni al sedicesimo giorno, di sospendere questa loro forma di lotta, che ha contribuito in modo determinante al radicamento di un nuovo grande momento di dialogo e di conoscenza a tutto il Paese.

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Tag: eutanasia,testamentobiologico,dirittiumani

A TORINO E' DARFUR

05
dic 2006
by Sammy
una bozza di appello da sottoscrivere
fate oservazioni, stasera pubblichiamo su varie liste


Da circa 2 mesi un gruppo di 50 persone provenienti da Darfur ed Eritrea sopravvivono in condizioni disumane nei parchi o sui marciapiedi della nostra città. Sbarcati a Lampedusa nel mese di Giugno, come la maggior parte dei migranti provenienti dall'Africa, sono stati rinchiusi nei CPTA di Crotone e Foggia e lì hanno ottenuto audizione presso le locali commissioni asilo; a quasi tutti è stato concesso il permesso di soggiorno per motivi umanitari, della validità di 1 anno, e NON L'ASILO POLITICO PER RIFIGIATI.
Da settembre/ottobre sono giunti nella nostra città.
Nonostante le sollecitazioni giunte da privati cittadini e da enti pubblici (centri per l'impiego, centri di formazione...), le istituzioni preposte all'accoglienza li hanno lasciati nel più completo abbandono, nascondendosi dietro la "legge" e gli obblighi previsti SOLO PER RICHIEDENTI ASILO E NON PER RIFIGIATI O ASILI UMANITARI. La città di Torino, nella persona dell'assessore Borgione, ha dato risposta negativa alle richieste dei sudanesi dicendo che intende gestire questa emergenza abitativa attraverso l'”emergenza freddo”. La campagna “emergenza freddo” partirà però soltanto a dicembre inoltrato con l'allestimento di capannoni. Nel frattempo queste 50 persone iniziano ad ammalarsi di infiammazione ai reni e cistite e sulla questione "salute"si innesca una spirale di assurdità burocratiche: non avendo la residenza non possono accedere al servizio assl con medico di base, ma avendo i documenti non possono ricorrere (per lo meno ufficialmente) alle cure dei centri ISI per sans papiers! Inoltre le loro richieste sono di una soluzione definitiva e non temporanea, anche perché molti di loro sono inseriti in percorsi di formazione prefessionale: perché risolvere il problema al 50%, investendo tempo e denaro, quando solo una soluzione completa non rischia di essere "tempo e denaro" sprecato?
Il Gruppo migranti sostiene la lotta del Comitato di sostegno ai profughi del Darfur, costituito da tutti i sudanesi in emergenza abitativa e da privati cittadini sensibili alla problematica e che si sono dati da fare accogliendoli e sostenendoli nelle LORO RICHIESTE.
Il Gruppo migranti chiede al comune di accogliere con una soluzione definitiva i profughi senza fissa dimora e invita tutti, istituzioni locali e governo, ad una riflessione sulle conseguenze che la mancanza di una legge sul diritto d'asilo porta, con problemi inevitabilmente destinati a ripetersi.

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