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Archivio Marzo 2007

Da Beppe Grillo

28
mar 2007
by Sammy

  
Un cittadino italiano ha finalmente deciso che gli fa troppo male respirare le polveri sottili e vedere persone a cui vuole bene morire di cancro intorno a sé per il benessere delle multinazionali petrolifere e ha chiesto alla commissione europea (dipartimento dell'ambiente) di creare una legge che obblighi i padroni del petrolio ad installare accanto ad ogni distributore di benzina almeno un distributore ad idrogeno e di incominciare a produrlo utilizzando energie rinnovabili. In parole povere questa legge favorirà l'introduzione sul mercato delle automobili ad idrogeno a ***ZERO INQUINAMENTO*** e ad alte prestazioni!!! Finalmente potremo respirare a pieni polmoni e anche i figli dei nostri figli! L'auto del futuro esiste già ed in vari modelli! Bastano 800.000 firme per far abbassare la testa ai padroni del petrolio. Firmate la petizione per voi, i vostri amici e parenti! Cogliamo questa opportunità e facciamone un'arma, anche per altre piccole battaglie. Io l'ho fatto e sono il numero  379580 !!!

 

 

PER FIRMARE LA PETIZIONE SUL LINK QUI SOTTO: http://www.petitiononline.com/idrogeno/petition-sign.html

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Siamo angosciati per la sorte di Rahmatullah Hanefi. Il responsabile afgano dell'ospedale di Emergency a Lashkargah è stato prelevato all'alba di martedì 20 dai servizi di sicurezza afgani.
 
Rahmatullah HanefiDa allora nessuno ha potuto vederlo o parlargli, nemmeno i suoi famigliari. Non è stata formulata nessuna accusa, non esiste alcun documento che comprovi la sua detenzione. Alcuni afgani, che lavorano nel posto in cui Rahmatullah Hanefi è rinchiuso, ci hanno detto però che lo stanno interrogando e torturando “con i cavi elettrici”.
Rahmatullah Hanefi è stato determinante nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo, semplicemente facendo tutto e solo ciò che il governo italiano, attraverso Emergency, gli chiedeva di fare. Il suo aiuto potrebbe essere determinante anche per la sorte di Adjmal Nashkbandi, l'interprete di Mastrogiacomo, che non è ancora tornato dalla sua famiglia.
Oggi, domenica 25, il Ministro della sanità afgano ci ha informato che in un “alto meeting sulla sicurezza nazionale” presieduto da Hamid Karzai, è stato deciso di non rilasciare Rahmatullah Hanefi. Ci hanno fatto capire che non ci sono accuse contro di lui, ma che sono pronti a fabbricare false prove.
Non è accettabile che il prezzo della liberazione del cittadino italiano Daniele Mastrogiacomo venga pagato da un coraggioso cittadino afgano e da Emergency. Abbiamo ripetutamente chiesto al Governo italiano, negli ultimi cinque giorni, di impegnarsi per l’immediato rilascio di Rahmatullah Hanefi e il governo ci ha assicurato che l’avrebbe fatto. Chiediamo con forza al Governo italiano di rispettare le parola data.
 
Teresa Sarti Strada
Presidente di Emergency

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Riaprire le indagini sul presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. La richiesta al gip, è stata avanzata dal procuratore della Repubblica di Palermo, Francesco Messineo.

Quest'accusa era stata archiviata in precedenza su richiesta della stessa procura, all'epoca guidata da Piero Grasso, che aveva chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di Cuffaro per rivelazione di segreto e favoreggiamento aggravato di Cosa Nostra nell'ambito del processo per le 'talpe' alla Dda. Il procuratore Messineo non ha voluto fare commenti.

La decisione di riaprire l'inchiesta è stata adottata al termine di un dibattito interno alla Dda di Palermo, dopo che uno dei pm del processo alle cosiddette "talpe" della Dda, Nino Di Matteo, aveva chiesto di contestare già nel dibattimento in corso l'accusa di 110 e 416 bis al presidente della Regione siciliana.

A causa del dissenso degli altri tre pm del processo, l'aggiunto Pignatone e i sostituti Michele Prestipino e Maurizio De Lucia, la questione è stata rimessa alla Dda che ha deciso di chiedere l'apertura di un nuovo fascicolo. Una parte delle nuove accuse a Cuffaro, comunque, è stata già riversata nel processo in corso, nel quale il governatore della Sicilia è imputato di favoreggiamento nei confronti di Cosa nostra.

"Hanno riaperto le indagini? Perchè si erano mai chiuse? - è stato il commento di Cuffaro - Basta vedere le cronache dei giornali per rendersi conto che le indagini, in questi sei anni, non si sono mai fermate. Con cristiana pazienza affronterò questa ulteriore prova e non verrà meno il mio rispetto per l'istituzione giudiziaria".

"Qualche giorno fa - ha detto ancora Cuffaro - i miei legali avevano chiesto al Procuratore della Repubblica se le indiscrezioni pubblicate da alcuni organi di stampa, fra cui L'Unità, fossero vere. A questa richiesta veniva risposto che si trattava di notizie coperte da 'segreto istruttorio'. Come mai questa notizia coperta da segreto istruttorio viene oggi comunicata agli organi di stampa?".

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Grazie Emergency

20
mar 2007
by Sammy

Guerra fredda, guerra santa, guerra al terrorismo... per l'Afganistan sembra esserci sempre e solo guerra.

In oltre 27 anni il conflitto afgano ha causato un milione e mezzo di morti e quasi quattro milioni di profughi.
Altre vittime sono causate dai combattimenti incessanti, dalla diffusa disponibilità di armi da fuoco e dalle mine antiuomo disseminate nel terreno.
Ai feriti di guerra si aggiungono le vittime di un'emergenza moderna: secondo stime non ufficiali ogni giorno cinque bambini vengono uccisi in incidenti stradali a Kabul e dintorni.
Denutrizione, scarso accesso ad acqua sicura, epidemie di tubercolosi e malaria non trovano risposte in un sistema sanitario nazionale allo stremo.

In Afganistan dal 1999, Emergency ha costruito un centro chirurgico ad Anabah, un villaggio della valle del Panshir sotto il controllo del comandante Massud, capo dell'Alleanza del Nord.
Due anni dopo ha aperto un secondo Centro chirurgico nella Kabul governata dai taliban.
Nel 2003 ha costruito un ospedale a Lashkar-gah, nella provincia pashtun di Helmand, un'area priva di strutture per l'assistenza chirurgica specializzata.
In tutto il paese Emergency ha attivato una rete di 28 Posti di primo soccorso e Centri sanitari per garantire cure tempestive ai pazienti e il loro eventuale trasferimento in ospedale.

All'attività sanitaria si è affiancato l'impegno sociale: dal 2001 Emergency è impegnata in un programma di assistenza sanitaria ai detenuti delle maggiori carceri del paese e in un programma di integrazione lavorativa rivolto alle donne della valle del Panshir.

Dal 1999, in Afganistan Emergency ha curato oltre 1.551.000 persone.

P.s. Un pensiero a Said I'accompagnatore di Daniele decapitato perchè accusato di essere una spia ed al suo piccolo bimbo che la moglie non ha potuto partorire a causa dell'enorme dispiacere per la morte del marito....ma cosa ci importa alla fine loro erano solo vittime annunciate, figli di un dio minore, che tra l'altro non è il nostro. 

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