Ciao sono Sammy
Vedi il mio profilo


Archivio Giugno 2007

Mercoledì il gup di Ferrara ha rinviato a giudizio Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri, i quattro agenti della polizia di Stato di Ferrara accusati di omicidio colposo per la morte di Federico Aldrovandi, avvenuta il 25 settembre 2005 durante un intervento della polizia. Ed è stata fissata per il 19 ottobre la prima udienza del processo, a Ferrara, a carico dei quattro poliziotti imputati per la morte del diciottenne.

L'opinione pubblica cominciò ad interessarsi del caso dopo che la madre di Federico, Patrizia Moretti, un anno e mezzo fa aprì un blog che diventò un caso nazionale e fece riaprire l'inchiesta. Come si legge nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pm Nicola Proto e dal Procuratore capo Severino Messina, i quattro poliziotti delle «volanti» hanno ecceduto «i limiti dell'adempimento di un dovere». Un eccesso colposo che ha «cagionato o comunque concorso a cagionare il decesso di Federico Aldrovandi» e che ha portato la Procura a richiedere per gli agenti il processo: un reato per cui, come recita il capo di imputazione, è prevista la pena dell'omicidio colposo.

I quattro agenti erano intervenuti all'alba del 25 settembre 2005 in via Ippodromo, dove era stata segnalata la presenza di un giovane in stato di forte agitazione. Durante l'intervento di polizia per immobilizzare il diciottenne, i quattro agenti, secondo la Procura, si sono resi responsabili di omissioni e imprudenze. In particolare, viene contestato il ritardo con cui chiamarono il 118; secondo l' accusa, inoltre, la condotta dei poliziotti è da considerarsi «imprudente», per aver «ingaggiato una colluttazione» con Aldrovandi «eccedendo i limiti del legittimo intervento».

Pur in superiorità numerica, prosegue il pm, gli agenti «percuotevano Federico Aldrovandi in diverse parti del corpo facendo uso di manganelli (due dei quali andavano rotti, ndr)». Un intervento che non si è fermato nonostante il ragazzo «in più occasioni» avesse chiesto di smettere «con la significativa parola basta, mantenendo al contrario lo stesso Federico Aldrovandi, ormai agonizzante, in posizione prona ammanettato, così rendendone difficoltosa la respirazione». Sia la posizione, sia lo sforzo compiuto durante la colluttazione, sono indicate come concause del decesso. Secondo i difensori, invece, questo nesso causale è tutto da dimostrare.
 

Vota questo post

L'avvocato Ezio Menzione di Pisa, difensore dei manifestanti no global nei processi dinnanzi al Tribunale di Genova per i fatti del G8 2001, ha ricevuto minacce di morte per aver chiesto di sentire Placanica. Lo ha reso noto lo stesso avvocato precisando di avere ricevuto sabato mattina, sulla sua utenza privata, una telefonata di questo tenore: "lasciate stare a Placanica, sennò vi faremo saltare in aria". "La voce - ha precisato Menzione - era di un uomo, con forte accento meridionale, forse leggermente travisata, ma chiarissima. Chiaro anche il riferimento in quanto il giorno prima, in un'udienza davanti al Tribunale genovese per un processo contro i manifestanti no global, avevo chiesto e ottenuto che fosse convocato come teste Placanica, affinchè narrasse la sua versione dei fatti di Piazza Alimonda". "Placanica - ha ricordato l'avvocato - era già stato convocato davanti allo stesso Tribunale un anno e mezzo fa, ma, come la legge gli consente, si era avvalso della facoltà di non rispondere. Alcuni mesi fa, però, aveva rilasciato interviste e dichiarazioni che gettavano una luce inedita su quei tragici fatti e si era dichiarato disponibile a parlare anche dinnanzi alla magistratura". Da qui la richiesta dell'avvocato che è stata accolta ed è stato disposto che Placanica venga accompagnato dinnanzi al Tribunale genovese per l'udienza del prossimo venerdì, primo giugno. "La telefonata è stata piuttosto inquietante - ha dichiarato ancora Menzione - non solo per la portata chiaramente minatoria, ma perchè lascia intendere quanto debbano essere forti le pressioni affinchè Placanica non fornisca la sua verità. Se anche lui è sottoposto, come più volte ha lasciato intendere, ad uno stillicidio di minacce, è l'ora che venga dinnanzi ai giudici e dica una buona volta tutto ciò che sa, così da liberarsi da questo incubo". La telefonata è rimasta registrata sulla segreteria telefonica ed è stata messa a disposizione dell'autorità inquirente, cui l'avvocato si è rivolto con una denuncia-querela contro ignoti.

G8/GENOVA. TURIGLIATTO-MALABARBA: SOLIDALI CON AVVOCATO MINACCIATO
UNIONE APPROVI COMMISSIONE D'INCHIESTA, E' NEL PROGRAMMA

(DIRE) Roma, 28 mag. - "Nella totale indifferenza della politica, dal processo genovese emergono dati inquietanti sull'utilizzo delle forze dell'ordine durante il G8 del 2001". A sostenerlo, in una nota congiunta, il senatore Franco Turigliatto e l'ex senatore Gigi Malabarba di Sinistra Critica. "Accuse, smentite, depistaggi a opera di funzionari quasi tutti promossi in questi anni dal capo della polizia, che oggi è pronto ad assumere nuovi e più importanti incarichi, lasciando il comando della Ps al suo delfino. E' questo il contesto in cui arrivano esplicite minacce all'avvocato Menzione, a cui va tutta la nostra solidarietà". Insistono Turigliatto e Malabarba: "Non sappiamo quale sia il gioco di Placanica, il carabiniere accusato dell'omicidio di Carlo Giuliani che ha rilasciato clamorose dichiarazioni nei mesi scorsi. La sua testimonianza, tuttavia, inquieta qualcuno a quanto pare". Concludono i due esponenti politici: "E' grave che finora la maggioranza dell'Unione non abbia deciso l'avvio di una commissione parlamentare d'inchiesta, pur contenuta nel programma". Ma forse, concludono gli esponenti di Sinistra Critica, "non si è voluto disturbare il manovratore, troppo benvoluto dal centrodestra e dal centrosinistra, che oggi può diventare finalmente il Negroponte italiano. C'è da stare allegri". (Com/Tri/ Dire)

Vota questo post

HANEFI E' LIBERO!!!

16
giu 2007
by Sammy
Un documento dell’autorità giudiziaria afgana, che decreta la chiusura del procedimento a carico e il proscioglimento di Rahmatullah Hanefi, è stato consegnato oggi al suo avvocato. La scarcerazione avverrà in tempi brevi, in seguito ad adempimenti procedurali
 
 

Vota questo post


GENOVA
- Sugli incidenti accaduti a Genova in occasione del G8 è arrivata un'ammissione importante: «Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza». È questa la testimonianza resa da Michelangelo Fournier, all'epoca del G8 a Genova vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma e oggi uno dei 28 poliziotti imputati per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz. In aula, Fournier ha fornito infatti una nuova versione su quello che aveva visto nella scuola al momento della sua irruzione: non manifestanti già feriti a terra, ma veri e propri pestaggi ancora in atto.
«I POLIZIOTTI HANNO INFIERITO» - «Arrivato al primo piano dell'istituto - ha detto Fournier - ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana». Nelle dichiarazioni invece rese precedentemente dal poliziotto ai pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini il poliziotto aveva raccontato di aver trovato a terra persone già ferite e non pestaggi ancora in atto. «Sono rimasto terrorizzato e basito - ha spiegato - quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: "basta basta" e cacciai via i poliziotti che picchiavano».
«HO DETTO DI CHIAMARE LE AMBULANZE» - Fournier, sollecitato dalle domande del Pm Francesco Cardona Albini ha aggiunto: «Intorno alla ragazza per terra c'erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze». Fournier ha poi raccontato di aver assistito la ragazza ferita fino all'arrivo dei militi con l'aiuto di un'altra manifestante che aveva con sè una cassetta di pronto soccorso. «Ho invitato però la giovane - ha raccontato - a non muovere la ragazza ferita perché per me la ragazza stava morendo».
«HA SBAGLIATO A TACERE» - «Il dottor Michelangelo Forrnier - scrive in un comunicato il Comitato Verità e Giustizia per Genova - ha sbagliato a tacere per sei anni su quello che ha visto dentro la scuola Diaz. Proprio lo "spirito di appartenenza" avrebbe dovuto spingerlo a raccontare tutto e subito. Solo così avrebbe servito nel migliore dei modi, con lealtà e responsabilità, lo stato di cui è funzionario. Ad ogni modo, sia pure in ritardo, ha raccontato ciò che ha visto, confermando le testimonianze di decine di persone. Il dottor Fournier ha parlato di "macelleria messicana". L'attuale ministro degli Esteri, nel 2001, parlò di "notte cilena". Si ricorre all'esotismo, ma siamo di fronte a una "perquisizione all'italiana" che ha macchiato la credibilità della polizia e dello stato. A questo punto chiediamo: il capo della polizia non ha niente da dire? Il ministro degli Interni farà finta di nulla anche stavolta? Il parlamento continuerà a tenere in un cassetto la legge sulla commissione d'inchiesta?
COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA - «La testimonianza resa da Michelangelo Fournier è l'ennesima conferma della necessità di istituire quella commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti del G8 di Genova, prevista nel programma di governo dell'Unione e che il centrodestra, nella precedente legislatura, ha sempre negato». Lo afferma il vice presidente della Camera e parlamentare della Sd, Carlo Leoni, commentando la deposizione di oggi presso il tribunale penale di Genova.
 
 
 
 
13 giugno 2007   dal Corriere
 
Adesso è importante accertare di chi fosse la responsabilità politica di quegli atti, visto che proprio in quei giorni  "l'onorevole" Fini era insieme agli alti funzionari della polizia nella cabina di regia delle operazioni a Genova e visto che molti politici, nonostante l'evidenza dei fatti, hanno coperto la polizia e infangato il movimento....ma la verità è ancora lontana anche se non smetteremo mai di cercarla...   

Vota questo post

Tag: g8,genova,diaz
Archivio Giugno 2007

Ultimi commenti

Nuovi post

Tag

De.licio.us