
Cosimo Mele tra i primo firmatari dell'appello manifestazione di tre settimane fa "Salviamo i cristiani" è stato beccato in una camera d'albergo con una prostituta andata in overdose di coca si è affrettato a smentire l'uso di droga ammettendo il festino a luci rosse.Speriamo almeno che abbia usato il preservativo anche perchè se la prostituta dovesse rimanere incinta i principi morali e cristiani dell'onorevole non gli permetterebbero sicuramente di farla abortire ''Quel parlamentare sono io, ma droga non ne ho vista e la signora mi era stata presentata quella sera a cena da amici''. ba!!....Anche Totò Cuffaro dice di non aver mai avuto a che fare con la mafia...
Queste sono le persone che si battono per i valori del cristianesimo, della famiglia contro qualsiasi tipo di droga...
Alcuni aricoli del programma dell' UDC:
37.Difendere allora la persona che è individuo ma che è anche comunità, è difendere la vita, dal concepimento fino al termine naturale, è assicurare al bambino un'identità certa contro tutte le tecniche selvagge e mercantili ed è difendere l'ambiente in cui la vita si svolge, sia quello naturale sia quello morale e spirituale.
38.La personalità virtuosa, responsabile e libera, per cui l'esserci è un bene, cresce e si sviluppa nella famiglia stabile che deve essere posta come interlocutore centrale di tutte le politiche sociali
48. Vogliamo combattere la droga che fa male, che uccide, che è illegale. Vogliamo sostenere i giovani che cercano di uscire dalla droga, riconoscere il ruolo delle comunità che li aiutano, riempire il vuoto educativo di valori e di affetti veri che li spinge a drogarsi.
Che dire forse la società che immaginano quelli dell' Udc ed i loro alleati è un pò distante dalla realtà, per ergersi a paladini di valori così importanti bisognerebbe in primis lavorare su se stessi,senza troppa ipocrisia e soprattutto senza ergersi a giudici irreprensibili di chi almeno ammette di non riuscire a trovare serenità in un contesto familiare, di chi non riesce a trovare il coraggio di portare a termine una gravidanza e deve ricorrere all'aborto, di chi fa uso di droghe perchè non riesce a starci dentro, perchè trova il nostro modo di vivere bugiardo, ipocrita,frenetico,idiota...
Potrebbe capitare come è successo a Cosimo Mele di essere giudicato dalla gente con la stessa irreprensibile malvagità con la quale lui per primo ha giudicato quelli come lui che vivono in mondo malato e non ce la fanno a rimanere implotonati in riga.
Qualcosa non va a priori e non bastano delle dimissioni a risolvere il problema. L' UDC dovrebbe aprire un vero dibattito al proprio interno per capire come mai un paladino di tali valori come Mele, si riduce a ciò....ma non raccontiamoci barzellette.
Oltre a decine di processi civili per arresti illegali e pestaggi gratuiti, pendono ancora 5 importantissimi processi penali su poliziotti e manifetanti: - Processo al Sud ribelle: [sintesi ed aggiornamenti] - Processo ai 25 imputati di "devastazione e saccheggio": [sintesi ed aggiornamenti] - Processo Perugini, 6 agenti DIGOS accusati di lesioni, falso ideologico e calunnia: [sintesi ed aggiornamenti] - Processo sulle torture di Bolzaneto: [sintesi ed aggiornamenti] - Mattanza della Diaz: [sintesi ed approfondimenti 1 | 2 | 3] Proprio su quest'ultimo processo, Michelangelo Fournier, l'allora vice questore aggiunto del primo reparto mobile di Roma e oggi uno dei 28 poliziotti imputati per la sanguinosa irruzione nella scuola, ritrova la memoria ed ammette: "Sembrava una macelleria messicana".[ 1]Intanto il capo della polizia italiana Gianni de Gennaro è stato rimosso dal suo incarico ed ora è iscritto nel registro degli indagati per aver indotto l'ex questore di Genova a testimoniare il falso durante il dibattimento per la mattanza della Diaz. Genova non è finita. ::Approfondimenti:: Supporto Legale | Comitato verità e giustizia per Genova | Dossier Genova 2001 | Ftr indymedia Italia [old] | CMI Napoli ::Aggiornamenti:: Le telefonate degli aguzzini::Genova 19-20-21 luglio 2007:: Iniziative |
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Ieri Domenico Massano (Giunta di segreteria Associazione Radicale Adelaide Aglietta), Susanna Ronconi (Presidente Forum Droghe) e Alessandro Orsi (Malega 9 Produzioni) negli Uffici del Municipio di Torino hanno apposto le prime tre firme in calce alla petizione al Consiglio Comunale per richiedere l'istituzione di almeno una "sala da iniezione" nel Comune di Torino."Abbiamo deciso di utilizzare lo strumento di democrazia diretta previsto dallo statuto comunale per dare piu' forza alla nostra richiesta di istituire, finalmente, almeno una "sala da iniezione" nel territorio comunale. Le sale da iniezione sono una concreta iniziativa di riduzione del danno, che tutela sia il cittadino tossicodipendente sia gli altri cittadini, limitando l'impatto sociale provocato dall'uso di sostanze in strada (abbandono di siringhe ed altro materiale, problemi di sicurezza e di ordine pubblico)".
"Anche in questo campo Torino potrebbe essere la "citta' laboratorio" in grado di esprimere un contesto di innovazione, di affermazione della cultura dell'accoglienza, di un approccio laico basato su evidenze scientifiche al fenomeno delle tossicodipendenze".

Intervento di Lorenzo Guadagnucci (Comitato Verità e Giustizia per Genova - www.veritagiustizia.it)
DE GENNARO ESCE, MA NON CAMBIA NULLA
SEI ANNI DOPO LA DIAZ, ALMENO CHIEDETECI SCUSA
Lettera di un cittadino che fini' nella "macelleria messicana"
Mi dispiace ma non ci sto. Non dite che la questione G8 sta arrivando a conclusione, perche' non e' cosi'. Gianni De Gennaro esce di scena, ma le ferite di Genova sanguinano ancora, forse piu' di prima. Se qualcuno pensa che la nomina di Antonio Manganelli sia un punto di svolta definitivo, si sbaglia di grosso. L'avvicendamento al vertice della polizia, per come e' stato gestito e per cio' che rappresenta, non ricompone affatto la frattura che si consumo' nel luglio del 2001 fra forze di polizia e cittadinanza. Non sana la lesione che fu inferta all'ordinamento democratico, non riscatta le istituzioni, che si rivelarono inacapaci di impedire la sospensione dello stato di diritto.
Potrei parlare di tutto il G8, di quanto accaduto nelle strade di Genova, in piazza Alimonda, nella caserma di Bolzaneto, ma voglio limitarmi alla notte della Diaz, il 21 luglio 2001, perche' ero dentro la scuola e ne uscii (con altri 92) con le ossa rotta, oltre che in stato d'arresto. Quella notte mi sentii letteralmente un cittadino senza Costituzione. Gli agenti delle forze di polizia del mio paese mi pestavano a sangue senza alcun motivo e mi privavano della liberta' senza nemmeno premurarsi di comunicarmene il motivo. Non c'era piu' legge, non c'erano garanzie. La Diaz era un buco nero senza democrazia.
Sono uscito da quella scuola con due obiettivi: recuperare fiducia nelle forze di polizia e nello stato democratico; ottenere giustizia in tribunale. Sotto quest'ultimo aspetto, che reputo il meno importante, e' in corso un processo, che dovrebbe chiudersi in primo grado entro il 2007, ma che difficilmente arrivera' al terzo grado di giudizio prima che scatti la prescrizione. La lentezza della giustizia e' un male italiano molto noto e questo caso non sfugge alla regola.
Ma e' il primo obiettivo quello che piu' mi sta a cuore. Dopo i due giorni trascorsi in ospedale piantonato, e una volta recuperata piena serenita' di giudizio, mi sono ripromesso di dare un contributo alla ricerca di una via d'uscita, sotto il profilo etico e politico, all'eclissi di democrazia che avevo sperimentato sulla mia pelle. Nel mio piccolo, ho scritto un libro su quanto accaduto alla Diaz, ho contribuito a fondare il Comitato Verita' e Giustizia per Genova, ho partecipato a centinaia d'incontri e dibattiti in tutta Italia, ho cercato il dialogo con sindacalisti della polizia di Stato. Mi aspettavo, data l'enormita' di quanto avevo vissuto, un forte moto d'indignazione fra la gente e fra gli uomini delle istituzioni. Credevo che i miei diritti di cittadino e le mie aspettative di riscatto morale sarebbero stati accolti e valorizzati. In questi sei anni, a parte il sostegno e l'affetto di migliaia di persone, ho raccolto invece ben poco, specie dalle istituzioni.
Da cittadino convinto che la Costituzione venga prima di tutto e che ogni funzionario debba esserle fedele, mi sarei aspettato nei giorni e nei mesi seguiti al G8 una serie di cose: una denuncia pubblica, da parte del potere politico, che abusi del genere sono intollerabili; un'ammissione di colpa da parte della polizia, con l'avvio di una rigorosa inchiesta interna e le dimissioni del massimo responsbaile del corpo; la sospensione immediata dei dirigenti coinvolti nell'operazione; un messaggio di scuse alle vittime delle violenze; la massima collaborazione con la magistratura; l'avvio, da parte del parlamento, di una commissione d'inchiesta sull'intera gestione dell'ordine pubblico durante il G8. E' quanto avverrebbe in un paese autenticamente democratico, rispettoso delle leggi e della sua Costituzione.
In questi anni, e' accaduto invece questo: la polizia ha mentito nel riferire la dinamica del blitz (la resistenza degli occupanti, le ferite pregresse); ha costruito prove false per giustificare gli arresti (le bombe molotov); non ha sospeso i responsabili dell'operazione, che sono anzi stati promossi; non ha chiesto scusa di alcunche'; ha ostacolato l'azione della magistratura (gli elenchi incompleti degli agenti impegnati nel blitz, l'invio di foto inutilizzabili per i riconoscimenti, la scomparsa delle bombe molotov ricevute in custodia). Gli imputati, non paghi delle promozioni ricevute, hanno tenuto un comportamento processuale assolutamente inadeguato per funzionari dello Stato: hanno disertato tutte le udienze e solo due (Canterini e Fournier) su 29 hanno accettato di rispondere alle domande di pm e avvocati.
Il potere politico ha avallato questa condotta. All'epoca del centrodestra c'e' stata una legittimazione piena, con le promozioni degli imputati, il rifiuto di una commissione d'inchiesta, la conferma del capo della polizia. All'epoca del centrosinistra la politica delle promozioni e' proseguita e il capo della polizia viene sostituito "per fine naturale del mandato" proprio nei giorni in cui viene indagato per istigazione alla falsa testimonianza e a ridosso del clamore suscitato dalla deposizione di Michelangelo Fournier sulla "macelleria messicana".
Come si vede, ci vorrebbe ben altro che l'ambiguo avvicendamento deciso dal governo Prodi. Non siamo di fronte ad alcuna svolta. Il governo in carica non ha denunciato gli abusi commessi alla Diaz per quello che sono, una "macelleria italiana"; non ha revocato le promozioni (anzi ne ha concessa una); non ha chiesto scusa alle vittime; non ha istituito una commissione d'inchiesta; non ha rimosso De Gennaro in quanto oggettivo responsabile, come capo della polizia, di quanto accaduto a Genova e delle coperture successive; ha scelto la strada della continuita' anziche' avviare quell'operazione di pulizia e trasparenza che sarebbe necessaria per ripristinare un clima di fiducia fra cittadinanza e forze dell'ordine.
Sono passati sei anni e la sensazione d'essere un cittadino senza Costituzione e' ancora intatta. Almeno, vi prego, non prendeteci in giro, e rispondete, se potete, a queste semplici domande: chi controlla davvero le forze di polizia? Chi garantisce la effettiva preminenza dei diritti costituzionali?
Lorenzo Guadagnucci
(Comitato Verita' e Giustizia per Genova)





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