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Archivio Aprile 2008

Ecco in esclusiva le regole che tutti devono avere in mente quando si guardano i TG della sera o leggendo il giornale al mattino. Tutto diventerà più facile.

Regola numero 1 : In Medio Oriente sono sempre gli arabi che attaccano per primi, ed è sempre Israele che si difende. Quella israeliana è sempre una motivata rappresaglia.

Regola numero 2 : Gli arabi, palestinesi o libanesi non hanno il diritto di colpire civili : questo è terrorismo.

Regola numero 3 : Israele ha il diritto di colpire i civili arabi: questa è legittima difesa ..

Regola numero 4 : Quando Israele uccide troppi civili, le potenze occidentali lo invitano alla moderazione. Questa si chiama « reazione della comunità internazionale ».

Regola numero 5 : I palestinesi e i libanesi non hanno diritto di catturare militari israeliani, anche se il loro numero non supera i tre soldati.

Regola numero 6 : Gli israeliani hanno diritto di rapire quanti palestinesi voglioono (circa 10.000 prigionieri al momento, 300 dei quali ragazzini). Non hanno nessun limite e non devono produrre nessuna prova della colpevolezza delle persone rapite. Basta che pronuncino la parola magica « terrorista ».

Regola numero 7 : Quando  dite "Hezbollah", bisogna far sempre seguire l’espressione : « sostenuti dalla Siria e dall’Iran ».

Regola numero 8 : Quando dite Israele, non bisogna mai aggiungere « sostenuto dagli USA, dall’Italia e dall’UE » perchè potrebbe far intendere che si tratti di un conflitto squilibrato.

Regola numero 9 : Non parlare mai di « territori occupati », nè di risoluzioni dell’ONU, nè di violazioni del diritto internazionale, nè di convenzioni di Ginevra. Questo rischia di turbare i telespettatori e i radioascoltatori.

Regola numero 10 : Gli Israeliani parlano italiano meglio degli arabi : è per questo che gli si da la parola ogni volta che sia possibile, Così possono spiegare le precedenti regole (dalla 1 alla 9).

Regola numero 11 : Se non siete d’accordo con queste regole o se ritenete che favoriscano una delle parti in conflito a scapito dell’altra… ebbene siete dei pericolosi antisemiti.

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Tag: israele,palestina
Rachel Corrie (10 aprile 1979 – Rafah, 16 marzo 2003) è stata una attivista statunitense. Era un membro dell'International Solidarity Movement (ISM) e, come tale, aveva deciso di andare a Rafah, nella striscia di Gaza, durante l'Intifada di Al Aqsa.
 Fu ferita a morte mentre protestava contro l'occupazione israeliana,
nel tentativo di impedire ad un bulldozer dell'esercito israeliano di distruggere alcune case palestinesi.
Rachel viveva ad Olympia, nello stato di Washington e lavorava attivamente per il Movimento per la Pace e la Giustizia nella sua città. Durante l'ultimo anno di college, fece richiesta di un permesso per recarsi in Palestina e partecipare attivamente alla resistenza nei confronti dell'esercito israeliano, come membro dell'ISM della sua città.

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Lo ha reso noto questa mattina
il segretario generale della Fiom torinese Giorgio Airaudo. Rinaldini: «L'azienda ha un atteggiamento arrogante». Cremaschi: «E' la dimostrazione che sono dei mascalzoni»
TORINO
La Thyssenkrupp sta facendo firmare ai lavoratori che lasciano l’azienda un verbale, nel quale si impegnano a non costituirsi parte civile, ma anche a non ricorrere contro eventuali responsabilità penali dei dirigenti. Lo ha reso noto il segretario generale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo, nel corso dell’assemblea nazionale degli Rls, rappresentanti della sicurezza della Fiom, riuniti a Torino.

«Se la Thyssen - ha detto Airaudo - utilizzava questo verbale storicamente, già prima della strage, nasce il sospetto che avesse interesse a cautelarsi. Se invece il verbale è stato modificato dopo la strage del 6 dicembre, ci troviamo di fronte a un’azienda che tenta di sottrarre ai lavoratori un diritto, quello di costituirsi parte civile. In ogni caso, si tratta per noi di atti non validi e lavoreremo perchè vengano rimossi gli effetti».

Rinaldini: «L'azienda ha un atteggiamento arrogante»
«È un fatto gravissimo che arriva all’indomani della tragedia della Thyssenkrupp e conferma l’atteggiamento di assoluta arroganza dell’azienda e mancanza di ogni forma di sensibilità, soprattutto tenuto conto del procedimento giudiziario in corso nei confronti dei dirigenti della multinazionale». Così il segretario generale della Fiom Cgil, Gianni Rinaldini, a margine dell’assemblea nazionale Rls Fiom in corso a Torino, commenta i verbali fatti firmare ai lavoratori delle Acciaierie contenenti la remissione di procedure di carattere penale e civile.

Sono in corso verifiche sulle dimensioni del fenomeno. Intanto Rinaldini assicura che «il sindacato proseguirà la costituzione di parte civile contro la Thyssenkrupp» e invita «i lavoratori a non firmare».

Duro anche il giudizio espresso da Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom. «Questa vicenda - dice - dimostra che i dirigenti della Thyssenkrupp sono dei mascalzoni e bisogna fare il possibile perchè abbiano la sanzione che meritano».

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